16 Novembre 2022
19:31

Chi è Simone Pafundi, il pupillo di Mancini che a 16 anni è già arrivato in Nazionale

Nella storia della Nazionale Simone Pafundi è il terzo calciatore più giovane a debuttare in Azzurro, più dello stesso Donnarumma che con l’Italia esordì a 17 anni. In che ruolo gioca, quali sono le sue caratteristiche? La sua data di nascita lo rende quasi un predestinato.
A cura di Maurizio De Santis
Simone Pafundi è uno dei talenti sui quali Roberto Mancini ha puntato l’attenzione per l’Italia del futuro.
Simone Pafundi è uno dei talenti sui quali Roberto Mancini ha puntato l’attenzione per l’Italia del futuro.

Simone Pafundi è nato il 14 marzo 2006, aveva 4 mesi quando la Nazionale colorò d'azzurro il cielo sopra Berlino e vinse la Coppa del Mondo in Germania. È stato l'ultimo acuto di una generazione di campioni che nel calcio ha regalato una gioia grandissima all'Italia poi c'è stato solo l'oblio per le vittorie e per le emozioni: andò male nel 2010 e nel 2014, è andata peggio dopo con la doppia scoppola per la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022. In mezzo c'è stato l'exploit degli Europei e del trofeo scandito dall'iconico e beffardo (per gli inglesi) "it's coming Rome" ma vedere da casa le gare del torneo iridato fa male davvero.

Roberto Mancini non sa darsi pace e spera che passi in fretta. È rimasto in piedi tra le macerie. Le ha raccolte e ne ha fatto pulizia: per la nuova Italia ha bisogno di risorse green e alternative, per far sì che si possa aprire un nuovo ciclo in previsione di Euro 2024 e la prossima edizione dei Mondiali (nel 2026 tra Canada, Messico e Stati Uniti). La conquista della Final Four di Nations League è uno zuccherino che toglie un po' d'amaro dalla bocca, il futuro è tutto ancora da costruire.

Fabio Miretti, Giorgio Scalvini, Wilfried Gnonto, Leonardo Bonucci e Simone Pafundi durante un allenamento a Coverciano.
Fabio Miretti, Giorgio Scalvini, Wilfried Gnonto, Leonardo Bonucci e Simone Pafundi durante un allenamento a Coverciano.

Pafundi ne fa parte adesso e forse anche in un domani nemmeno tanto lontano. "Possiamo possa essere un grande giocatore per il futuro, lo seguiamo da tempo", pronunciato dal selezionatore in conferenza stampa è stata una sorta di investitura ufficiale. Adesso tocca a lui, il giovanotto in quel 2006 dorato per il calcio tricolore, mettere il cuore (oltre al talento) dentro le scarpe e farsi le ossa. A voler essere scaramantici sembra un segno del destino.

La convocazione nello stage a maggio scorso e quella attuale per il doppio impegno amichevole con Albania e Austria sono un segnale chiaro: il ct crede in lui, nelle sue qualità e nel talento di ragazzino che nonostante la stazza (è alto 166 cm) ha spalle larghe e personalità per temere nulla. Lo ha fatto quando nell'Unione Fincantieri Monfalcone aveva 8 anni ma giocava con i compagni che ne avevano 10. Lo ha fatto nell'Udinese che ha scalato dalla Primavera fino alla prima squadra (debuttando con la Salernitana in Serie A nella scorsa stagione) firmando anche il primo contratto da professionista.

Pafundi (a destra)’saggia il campo’ con i compagni di Nazionale Meret e Gnonto.
Pafundi (a destra)’saggia il campo’ con i compagni di Nazionale Meret e Gnonto.

Pafundi s'è ripetuto anche in Nazionale, non ha paura di bruciarsi. Ha la testa sulle spalle e si gode il momento. Sa bene che è appena all'inizio e che la fiducia è qualcosa che va conquistata sul campo sempre, non è un bonus illimitato. Bernardo Corradi, selezionatore dell'Under 17, restò impressionato da lui che a 14 anni poteva già reggere il confronto con quelli più grandi di lui, sia nel ruolo di trequartista sia di ala col piede mancino. Velocità di esecuzione, rapidità dei movimenti, palla che viaggia veloce, per nulla innamorato del dribbling (che pure esegue con disinvoltura) le caratteristiche gli hanno permesso di fare breccia.

In tre match per le qualificazioni al prossimo Europeo di categoria il ragazzo originario del Sud (la famiglia s'è trasferita in Friuli per motivi di lavoro) ha realizzato una doppietta contro il Kosovo, messo a referto gol e assist contro Finlandia e Grecia.

Simone Pafundi ha debuttato in Serie A nella scorsa stagione nella partita tra Salernitana e Udinese.
Simone Pafundi ha debuttato in Serie A nella scorsa stagione nella partita tra Salernitana e Udinese.

‘Mancio' non se l'è lasciato sfuggire. È andato in campo solo per una manciata di minuti contro l'Albania (forse si rivedrà con l'Austria) e ha già raggiunto un piccolo primato: è il più giovane calciatore esordiente sotto l'egida del ct attuale (finora era Gnonto) e anche il primo 2006 a giocare in Azzurro. Nella storia della Nazionale è il terzo più giovane in assoluto, il primo dei giorni nostri. Il nome di Pafundi (16 anni, 8 mesi, 2 giorni) si piazza dietro Rodolfo Gavinelli (16 anni, 3 mesi, 8 giorni) e Renzo De Vecchi (16 anni, 3 mesi, 23 giorni) che facevano parte di un calcio virato seppia, davanti a Gianluigi Donnarumma (17 anni, 6 mesi, 4 giorni).

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