"La cosa più triste nella vita è il talento sprecato". Non c'è nessuna frase che potrebbe definire meglio Anthony Vanden Borre. Questo ragazzo classe 1987 era uno dei calciatori più promettenti della sua età in Belgio e dopo aver conosciuto palcoscenici importanti fin da giovanissimo la sua carriera ha subito una parabola discendente che lo ha portato a decidere di smettere col calcio giocato a 29 anni, salvo poi ripensarci e ritrovarsi a giocare con la maglia del Mazembe in Congo per poi riuscire a strappare una la possibilità di allenarsi con l'Anderlecht, club che lo ha lanciato, dopo essere stato inattivo dal 2017. La vita calcistica di Vanden Borre è stata di una turbolenza incredibile.

A 16 anni questo ragazzo nato a Likasi fece il suo esordio con l’Anderlecht, diventò presto titolare fisso e pochi mesi esordì anche nella nazionale belga. Anthony era considerato uno dei calciatori più promettenti del panorama europeo ma già iniziavano a fare capolino sul suo conto alcuni episodi di scarsa disciplina. Nel 2007 venne acquistato dalla Fiorentina, che gli fece firmare un contratto quinquennale, ma dopo appena sei metà del suo cartellino viene venduto al Genoa, che riscatterà l’altra metà alla fine anno: con i liguri fu protagonista della cavalcata verso la qualificazione all’Europa League ma nell'estate del 2009 venne mandato in prestito al Portsmouth. 

Dopo 23 presenze nel campionato inglese tornò in Italia in cerca di un'altra sistemazione e si accasò al Genk, ma si fece subito notare per un episodio extra campo (sanzionato alla guida della sua Audi a 240 Km/h orari). Dopo essersi svincolato dal club belga, provò con il West Ham ma venne scartato dagli Hammers e subito dopo ci fu il primo ritorno all'Anderlecht dopo 6 anni: il punto più alto di questo periodo è la doppietta in Champions League contro l'Arsenal ma dopo i contrasti con il nuovo allenatore viene declassato nella squadra B e nell'estate 2016 viene mandato in prestito al Montpellier. 

Il 10 gennaio 2017, a soli 29 anni, Vanden Borre annunciò il suo ritiro dal calcio giocato ma dopo pochi mesi tornò sui suoi passi e firmò con il Mazembe. Il club che ha vinto cinque volte la Caf Champions League e prima squadra Caf a disputare una finale della Coppa del mondo per club Fifa, persa contro l'Inter nel 2010, lo accolse da vera star (al suo arrivo 30.000 tifosi erano lì ad attenderlo come una star) ma l'attaccante Tresor Mputu dopo ua partita ha telefonato a sua volta al presidente Katumbi e disse: "È troppo grasso, se continuerà a giocare gli verrà un infarto in campo". Al quotidiano La Derniere Heure Vanden Borre affermò che lo avevano boicottato nello spogliatoio.

All'inizio della scorsa stagione chiese all'Anderlecht di potersi allenare con la squadra U21 e il direttore generale Michael Verschueren accolse di buon cuore questa richiesta: "Anthony ci ha chiesto di avere la possibilità di rimettersi in gioco ad alti livelli, e noi come club abbiamo accontentato un nostro ‘figlio'. Adesso deve lavorare in pace e avrà la possibilità di confrontarsi con i ragazzi del nostro settore giovanile".

Come se non bastasse tutto ciò, nel 2016 Vanden Borre si è reso protagonista di un allarme bomba a Zaventem, aeroporto di Bruxelles dove solo pochi mesi prima era avvenuto un attacco terroristico: il calciatore arrivò tardi per imbarcarsi su un volo diretto a Creta e dopo essere stato respinto dagli addetti ai controlli ha iniziato a urlare parole come "bomba" gettando scompiglio fra i passeggeri in attesa di imbarco. Riuscì a cavarsela senza essere denunciato dopo un lungo intervento della polizia aeroportuale.

Vanden Borre è uno dei talenti del panorama calcistico europeo degli ultimi 10/20 anni che non è mai riuscito a consacrarsi definitivamente ma si è fatto notare di più per la sua difficoltà ad adattarsi alle situazioni che gli si ponevano davanti, club dopo club e campionato dopo campionato. Nei mesi scorsi si vociferava della possibilità di vederlo di nuovo in campo con il club più titolato del Belgio ma la sua assenza dalla foto della squadra di inizio stagione ha fatto tramontare, in maniera quasi definitiva, questa ipotesi. Anthony riuscirà a stupirci ancora una volta? Ai posteri l'ardua sentenza.