Che fine fanno Haaland, Donnarumma e gli altri se il City penalizzato retrocede: la nuova regola complica tutto

Erling Haaland e Gianluigi Donnarumma insieme sul campo con le divise del Manchester City.
Erling Haaland e Gianluigi Donnarumma sono legati al Manchester City rispettivamente fino al 2034 e al 2030.
La possibile retrocessione del Manchester City in Championship apre un problema per Haaland, Donnarumma e gli altri campioni della squadra. I contratti non si scioglierebbero automaticamente, ma le nuove regole della seconda divisione inglese potrebbero costringere il club a ridimensionare la rosa.

Erling Haaland potrebbe ritrovarsi in seconda divisione con un ricchissimo contratto valido fino al 2034. Gianluigi Donnarumma con uno che scade invece nel 2030. È uno degli scenari più clamorosi che si aprirebbero se il Manchester City venisse penalizzato con una sottrazione di punti sufficiente a provocarne la retrocessione in Championship. I due campioni, così come gli altri big della squadra, non diventerebbero automaticamente liberi di trasferirsi altrove. E per il club inglese ci sarebbe un'ulteriore complicazione: una nuova regola economica della Championship che, in determinate condizioni, può portare persino all'obbligo di cedere giocatori.

La commissione indipendente della Premier League ha riconosciuto il City responsabile di 114 delle 115 contestazioni sulle violazioni finanziarie. Il club ha presentato ricorso e le sanzioni devono ancora essere definite. Secondo le anticipazioni del Daily Mail, tra le ipotesi c'è una penalizzazione tale da impedirgli di evitare la retrocessione, eventualmente accompagnata da un'altra sanzione nella stagione successiva.

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Cosa succederebbe ai contratti di Haaland, Donnarumma e degli altri campioni del City

Il primo nodo riguarda gli accordi già firmati. Haaland ha sottoscritto nel gennaio 2025 un contratto decennale fino al 2034, mentre Donnarumma si è legato al Manchester City fino al 2030. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, i contratti dei calciatori del City non prevederebbero clausole di svincolo automatico in caso di retrocessione.

I giocatori non potrebbero quindi considerarsi liberi per il solo fatto di dover disputare la Championship. Una loro eventuale partenza dovrebbe passare attraverso una cessione, un prestito o un diverso accordo con il club, salvo altre specifiche condizioni contrattuali non pubbliche.

La questione riguarderebbe anche Ruben Dias, Phil Foden, Gvardiol, Cherki e gli altri protagonisti di una rosa costruita per competere ai vertici del calcio europeo. Trattenere tutti sarebbe una scelta sportivamente comprensibile per una squadra intenzionata a risalire immediatamente. Ma dal 2026 la seconda divisione inglese ha cambiato le proprie regole economiche.

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La nuova regola della Championship: perché il City potrebbe dover vendere i suoi big

Le Squad Cost Rules, introdotte dall'English Football League per la stagione 2026-2027, stabiliscono un limite alle spese per la rosa e l'allenatore. Il calcolo considera principalmente l'85% dei ricavi rilevanti e del saldo netto delle operazioni di mercato, oltre ai finanziamenti dei proprietari consentiti dal regolamento. Rientrano nei costi stipendi, bonus, diritti d'immagine e altri compensi.

La novità più delicata è nei poteri dell'organo di controllo: in caso di mancato rispetto dei limiti, l'EFL può bloccare nuove registrazioni, imporre restrizioni alla spesa e richiedere anche cessioni di calciatori.

Il problema per il Manchester City sarebbe conciliare contratti pluriennali molto onerosi con le entrate di una categoria inferiore. Nell'ultimo bilancio annuale pubblicato, relativo al 2024-2025, il club ha dichiarato ricavi complessivi per 694,1 milioni di sterline, dei quali 278,6 milioni provenienti dai diritti televisivi.

La retrocessione non comporterebbe automaticamente l'obbligo di vendere Haaland o Donnarumma: il City potrebbe mantenere i giocatori rispettando i parametri economici, anche grazie alle misure transitorie previste per le società provenienti dalla Premier League. Se però i costi superassero i limiti consentiti, conservare tutti i big diventerebbe impossibile anche per una questione regolamentare.

La decisione sulle sanzioni al Manchester City non è ancora arrivata. Ma l'eventualità di una retrocessione apre già una domanda che coinvolge alcune delle stelle più importanti del calcio mondiale: quanti di loro potrebbero davvero restare in Championship?

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