In queste settimane tiene banco il problema all'interno dell'Atalanta che vede tristi protagonisti Gasperini e Gomez. Due tra i principali protagonisti del ‘miracolo' sportivo nerazzurro oggi separati in casa e con l'argentino oramai alle porte, in vista del mercato di gennaio. Contrasti insanabili sulle visioni tattiche e la gestione, non solo in campo, fino al confronto – anche fisico stando alle indiscrezioni – negli spogliatoi nella notte di Champions League contro il Midtjylland. Adesso, il Papu dovrà cercarsi una nuova casa e il progetto del tecnico continuare. Così si sta risolvendo un problema che rischia di incrinare il cammino della Dea.

Una scelta giusta e doverosa per Antonio Cassano che, intervenuto via social da Bobo Vieri, ha spiegato la propria visione di quanto successo prendendo spunto dalle sue vicende personali. Personalità complessa dentro e fuori il campo, Fantantonio si è messo in primo piano ricordando i suoi precedenti maldestri con i tecnici: "Io ne ho combinata una più di Bertoldo e infatti mi hanno cacciato via da ogni società" sorride l'ex fantasista azzurro che però poi precisa: "Però quando dovevo dire qualcosa la dicevo non mi affidavo ai social o ad altri mezzi"

Il riferimento allo ‘sfogo' velato del Papu via internet è evidente ed è il punto di rottura insanabile per lo stesso Cassano che difende a spada tratta Gasperini: "Il tecnico in questo caso ha perfettamente ragione: se l'Atalanta è quella che è non è per Gomez ma per Gasperini. Se ha fatto tanto bene andando anche in Nazionale, lo deve solo ad una persona: Gasperini. A Catania era un buon giocatore, all'Atalanta ha imparato a fare la differenza e se il tecnico decide di cambiarti il ruolo per il bene del gruppo, lo devi accettare".

Cosa avrebbe dovuto fare il Papu? Per Cassano è molto semplice anche se solamente a parole: "Avrebbe dovuto chiedere scusa a Gasperini e rientrare nelle file. Adesso è tardi. E' vero dire che in campo scendono i giocatori, ma è il tecnico ad aver creato questa squadra e ha il diritto di essere rispettato. Ciò che è accaduto a Gomez è un monito a tutti gli altri: rispettatemi, altrimenti via perché qui comando io".