Caressa risponde a Cassano: “Poraccio, che finaccia”. Poi avverte la Rai su Adani senza nominarlo

A grande richiesta Fabio Caressa non ha potuto esimersi dal rispondere ad Antonio Cassano. Dopo l'ennesimo sfogo dell'ex calciatore che ha tirato in ballo anche il giornalista e volto noto di Sky, quest'ultimo non ha usato il fioretto nel suo ultimo video-editoriale caricato sul suo canale Youtube. Un'occasione utile anche per riservare un'ulteriore stoccata a Daniele Adani, pur senza nominarlo.
Cosa ha detto Cassano contro Caressa e non solo
In tanti hanno chiesto a Caressa di rispondere a FantAntonio che aveva fatto "nomi e cognomi" contro chi a suo dire lavora per spingere Allegri verso la Nazionale. Le sue parole come al solito sono state senza filtri: "Ho sentito uno schifo, faccio nome e cognome: Beppe Bergomi si candida per dare una mano. Ma non vi vergognate, la dignità non ce l'avete? Avete dignità zero. Voi coi vostri amici, i Caressa, i Bergomi, gli Zazzaroni e i Sabatini vi dovete vergognare: state portando il calcio nel baratro col vostro lecchinaggio a destra e a sinistra. Questo è lo schifo del calcio italiano: dobbiamo iniziare a fare piazza pulita, fuori dal cazzo tutti. Dobbiamo resettare con gente che ama il calcio e non i propri interessi".
Caressa sistema Cassano e Lele Adani in un colpo solo
Dopo aver analizzato l'ultima giornata di Serie A, Caressa ha spiegato perché per lui non vale la pena rispondere a Cassano: "Ma scusate, ma se voi camminaste su una strada, no? E sull'altro marciapiede c'è uno che vi urla degli insulti sgangherati, ma che fate? Vi fermate a parlarci? Ma no, tirate dritto, lo guardate con sorpresa e pensate "poraccio, che finaccia", ma così è ridotto?".
Il giornalista ha spostato poi il focus del suo intervento. Caressa ha parlato della sua carriera per fare un parallelo: "Noi, anch'io nel mio piccolo, siamo personaggi pubblici che rappresentano dei brand, perché comunque io lavoro per dei brand, per aziende importantissime. Sky, Deejay, un sacco… A Sky lavoro da 30 anni ed è normale che la mia faccia sia associata a quel brand. E quindi io devo tenere conto nelle cose che faccio pubblicamente che in piccola parte, perché poi tanti altri lavorano in quell'azienda, ma per la mia parte rappresento quell'azienda".
Caressa tira in ballo la Rai senza nominarla
Dove vuole andare a parare Caressa? Il riferimento sembra proprio diretto a Lele Adani che lavora per la Rai, a suo dire il servizio pubblico potrebbe anche prendere provvedimenti: "Ma siamo proprio proprio sicuri sicuri che uno che rappresenta un'azienda importantissima, che è un servizio pubblico, che ha decenni e decenni di storia di comunicazione, di giornalismo, non solo nello sport, ma anche nello sport gloriosa, che ha insegnato a quelli della mia generazione come si fa questo mestiere con dei personaggi straordinari… Siamo sicuri che questa azienda sia giusto che accetti che un suo rappresentante importante sia presente settimanalmente in un posto dove si insultano regolarmente le persone senza che lui dica niente, dove anche lui insulta ogni tanto come è capitato, come sapete bene, le persone? Siamo proprio sicuri? Perché ogni azienda ha delle regole di comportamento. Io non do lezioni a nessuno, non le ho mai date. Non comincio certo alla mia età. Però non basta cambiare cappello perché i brand che rappresentiamo, ovunque andiamo, li portiamo qui sul petto come marchi della squadra".