Andrea Pirlo lo ripete ad ogni partita: "Siamo in costruzione, dobbiamo crescere". Parla anche in prima persona, consapevole di quanto ci sia da imparare giorno dopo giorno nelle nuove vesti di allenatore. Con il peso di dover portare risultati da subito, quelli di cui la Juventus ha bisogno per trovare nuove consapevolezze e perseguire gli obiettivi stagionali. Anche per questo motivo Pirlo è rimasto ad ascoltare, impassibile, la disamina di Fabio Capello nel post-partita di Juventus-Barcellona, negli studi di Sky Sport.

Un'analisi nello stile di ‘Don Fabio', schietta e diretta. Capello ha criticato senza troppi giri di parole alcuni aspetti della prestazione della Juventus. In particolare la scelta di insistere giocando su Dybala, anziché premiare Chiesa sulla fascia sinistra.

"Ero d’accordo sulla formazione messa in campo, avrei fatto lo stesso. Durante lo svolgimento della gara non mi sono piaciute alcune cose. Non avete mai giocato su Chiesa, marcato da Sergi Roberto, che non sa difendere. Quelle poche volte che ha ricevuto palla veniva sempre raddoppiato. Invece voi avete continuato a giocare su Dybala, per il Barcellona era molto facile chiudervi".

Pirlo si è difeso provando a spiegare la sua idea sul piano tattico, naufragata poi in campo, portata fuori strada dalle scelte operate dagli stessi giocatori bianconeri.

"Ha ragione, avevamo provato a tenere Chiesa sempre largo. Poi dopo le situazioni in campo le decidono i giocatori. L’obiettivo era andare a fare l’uno contro uno con Chiesa, con l’inserimento di Rabiot per portare via Sergi Roberto. Le scelte le fanno i giocatori".

A proposito di giocatori, Capello non ha risparmiato critiche in particolare ai due centrocampisti centrali: Rabiot e Bentancur, bocciati senza mezzi termine.

"Rabiot e Bentancur non sono mai riusciti a servire Chiesa, non è possibile. Sono stati troppo lenti a far girare palla".