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Maja Gothberg incinta, la Lazio strappa il rinnovo: Lotito punito con una sentenza storica

Maja Gothberg, ex calciatrice della Lazio Women, ha ottenuto un importante risarcimento dal TAS. Il club aveva strappato il rinnovo dopo aver saputo della sua gravidanza.
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Una vittoria storica per il calcio femminile. Maja Gothberg, calciatrice svedese di 28 anni, ha ottenuto un risarcimento economico dalla Lazio Women perché il club biancoceleste aveva interrotto le trattative per il suo rinnovo di contratto nel 2024 dopo aver saputo della sua gravidanza. Il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) ha ordinato al club di Lotito di pagare a Gothberg più di 79mila dollari – circa 69mila euro – come indennizzo. La calciatrice svedese aveva perso la prima causa alla Camera di Risoluzione delle Controversie della FIFA mentre il TAS le ha dato ragione ribaltando completamente la sentenza. E così in questo modo si è potuta riconoscere per la prima volta una violazione delle norme FIFA da parte di una società sulla maternità.

Tutto risale al 2024 quando Gothberg fu una delle pedine fondamentali di quella Lazio che ottenne la promozione nella Serie A femminile di calcio. Il club biancoceleste così avviò le pratiche di rinnovo contrattuale con la calciatrice trovando l'intesa su tutto. Nel frattempo la Gohtberg scoprì di essere incinta e avvisò per correttezza la società (anche se nessun regolamento la obbligava a farlo ndr). Da quel momento in poi il silenzio. Stando a quanto appreso dal TAS, la Lazio, una volta saputo della gravidanza, avrebbe interrotto le trattative per il rinnovo. Tutte le prove che dimostrano come la Lazio sapesse della gravidanza sono sulle chat di Whatsapp. E sono state fornite dalla stessa calciatrice svedese. La Lazio nel frattempo ha risposto con un comunicato.

La sentenza del TAS su Gothberg e la Lazio rappresenta una vittoria storica per il calcio femminile

Il risarcimento imposto dal TAS alla Lazio dunque è per "violazione dei diritti della personalità", inclusi gli interessi del 5% per gli ultimi due anni, secondo una sentenza pubblicata mercoledì dal sindacato mondiale delle calciatrici FIFPRO. "Il significato di questa sentenza va oltre il caso di Maja Gothberg e conferma che i club non possono semplicemente interrompere un rapporto di lavoro, anche se non formalizzato, una volta appresa la gravidanza di una giocatrice", ha detto Alexandra Gomez Bruinewoud, direttrice legale della FIFPRO. La battaglia legale è andata avanti due anni con la Lazio Women che sosteneva di non aver concordato alcun contratto con la calciatrice e che lei stessa non desiderava più proseguire.

Gothberg in azione con la maglia della Lazio.
Gothberg in azione con la maglia della Lazio.

La realtà invece era tutt'altra. La prova chiave per la vittoria in appello sono stati i messaggi WhatsApp inviati durante le trattative, che dimostravano come la Lazio fosse a conoscenza della sua gravidanza. I giudici della FIFA avevano precedentemente stabilito che Gothberg "non era riuscita a dimostrare che le parti avessero concluso un contratto di lavoro". Ebbene, in questo modo, la sentenza del TAS stabilisce anche un importante precedente in merito alla riservatezza delle informazioni mediche relative alla gravidanza. La Lazio Women è stata infatti ritenuta colpevole dal Tas anche di aver violato le norme sulla riservatezza per aver rivelato la gravidanza della calciatrice al resto della squadra.

La risposta della Lazio tramite un comunicato ufficiale

"La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. prende atto della decisione assunta dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) nel procedimento promosso dalla calciatrice Maja Gothberg. Pur rispettando integralmente il pronunciamento arbitrale, la Società ritiene opportuno evidenziare alcuni aspetti della decisione che confermano la particolarità e la complessità della vicenda. Il Collegio Arbitrale ha infatti riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale. Tra queste, il fatto che la calciatrice abbia comunicato la propria gravidanza prima dell'inizio della stagione sportiva, prima dell'arrivo presso il Club e prima della sottoscrizione formale del contratto.

Proprio in considerazione delle peculiarità della vicenda, il TAS non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal Regolamento FIFA per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l'assenza di mala fede da parte della S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. e rilevando come il Club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta dal Collegio Arbitrale. La decisione evidenzia inoltre come il rapporto tra le parti sia stato gestito esclusivamente attraverso l'intermediazione dell'agente della calciatrice. È significativo rilevare che la S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. non abbia mai ricevuto una comunicazione diretta da parte della calciatrice, né una richiesta di chiarimento circa la prosecuzione del rapporto, né la restituzione del contratto firmato dopo la trasmissione della documentazione predisposta dal Club.

Gli stessi arbitri hanno sottolineato che tra la Società e la calciatrice non vi è mai stato un contatto diretto e che quest'ultima avrebbe potuto verificare personalmente la disponibilità del Club a proseguire il rapporto prima di avviare il contenzioso. In tale contesto, la ricostruzione dei fatti contenuta nel lodo conferma come le criticità che hanno portato alla controversia siano maturate all'interno di una gestione negoziale particolarmente complessa e caratterizzata da interlocuzioni affidate esclusivamente a soggetti terzi. Una circostanza che ha inevitabilmente contribuito a generare incomprensioni e valutazioni divergenti tra le parti.

La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità che caratterizzano il calcio femminile moderno. La Società continuerà a garantire il massimo livello di attenzione nei confronti delle proprie tesserate e ad adeguare costantemente le proprie procedure interne alle evoluzioni normative e regolamentari nazionali e internazionali".

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