Nel match di apertura della sedicesima giornata della Bundesliga l'Union Berlino ha battuto 1-0 il Bayer Leverkusen, ma a far discutere alla fine dei novanta minuti non è il risultato bensì la frase razzista che il difensore dei padroni di casa Florian Hübner avrebbe rivolto al calciatore delle Aspirine Nadiem Amiri nei concitati minuti finali del match. Alla fine della gara infatti il 24enne sembrava molto scosso, gesticolava furiosamente e ha messo le mani in faccia all'avversario. Una reazione apparente inspiegabile quella dell'esterno offensivo, spiegata però nel dopopartita dal compagno di squadra Jonathan Tah che ha svelato il motivo dell'ira del compagno vittima, a suo dire, di razzismo.

La cosa che trovo più amara è quanto accaduto a Nadiem Amiri. A cui pare sia stata insultata l'origine dei suoi genitori.  È una cosa molto, molto brutta che non appartiene al campo di calcio. Questa è la cosa più amara di tutta la serata, spero che ci saranno delle conseguenze – ha infatti detto il difensore tedesco ai microfoni di DAZN al termine del match –. Ci sono state discussioni ed è stato usato il termine ‘afghano di merda'. Non appartiene a questo sport, non importa la concitazione del momento".

Secondo quanto rivelato da Tah insomma il suo compagno di squadra Nadiem Amiri avrebbe reagito violentemente contro Florian Hübner perché il difensore dell'Union Berlino lo avrebbe insultato a causa della sua origine dato che i genitori di Amiri erano fuggiti dall'Afghanistan rifugiandosi in Germania negli anni '80. A confermare parzialmente l'accaduto anche l'allenatore dell'Union Urs Fischer che al termine della gara a riguardo ha dichiarato: “Sono state dette parole che non hanno nulla a che fare con il campo di calcio. Qualcosa dovrebbe essere stato detto da entrambi i lati. Cercheremo di risolverlo. Se è così, me ne scuso".