Bordon racconta l’unico precedente dell’Inter in casa del Bodo Glimt: “Campo quasi ghiacciato e neve ai bordi”

C’è un filo sottile che lega l’Inter di oggi a quella di fine anni Settanta, ed è fatto di neve, silenzio e latitudini estreme. L’unico precedente tra Bodo/Glimt e nerazzurri riporta indietro al 1978, agli ottavi di finale di Coppa delle Coppe: a distanza di tanti anni la squadra meneghina torna sopra il Circolo Polare Artico per il play-off di Champions League.
L’Inter di Eugenio Bersellini dominò l’andata a Milano con un netto 5-0, grazie alle reti di Beccalossi, alla tripletta di Altobelli e al sigillo finale di Muraro. Anche il ritorno in Norvegia sorrise ai nerazzurri: dopo il momentaneo vantaggio dei padroni di casa, arrivarono le firme di Altobelli su rigore e Scanziani per l’1-2 finale.
Ivano Bordon quella sera era tra i pali e a Fanpage.it ricorda il viaggio, il campo circondato dalla neve, il freddo che non ti permetteva di restare fermo un secondo. Un calcio diverso, un mondo diverso, ma una maglia identica. Oggi che l’Inter torna a Bodo quelle immagini riaffiorano nitide: "Nel giro di mezz’ora il tempo cambiò tre volte. E giocammo con la neve ai bordi del campo".
Ivano Bordon, che ricordo ha della trasferta in Norvegia?
"Mi ricordo molto bene che il giorno prima della partita, nel giro di mezz’ora, il clima cambiò completamente: pioggia, grandine e poi neve. Ne fece parecchia, tanto che giocammo con la neve accumulata ai bordi del campo, che era quasi completamente ghiacciato".

Quanto fu difficile giocare in quelle condizioni, soprattutto per un portiere?
"Il freddo era pungente, più di altre volte. Per un portiere è ancora più complicato, perché devi stare sempre in movimento. Se ti fermi, lo senti subito addosso".
Il giorno della partita com’era la situazione?
"Faceva freddo, ma non pioveva né nevicava e non c’era vento. Era solo freddo, un freddo secco, di neve".
Ricorda qualcosa del viaggio e della preparazione alla gara?
"Arrivammo il lunedì sera, perché la Coppa delle Coppe si giocava di mercoledì. Il martedì facevamo sempre l’allenamento tattico. Bersellini preparava la partita su un grande foglio, studiando gli avversari e mettendoci in guardia sulle difficoltà che avremmo trovato".
La gara di ritorno venne anticipata per motivi meteo, giusto?
"Sì, ci fu qualcosa legato al clima. Se si fosse rimandata troppo, sarebbe stato complicato giocarla. In quelle zone il tempo può creare problemi seri".
Quanto fu diversa la partita di Milano rispetto a quella in Norvegia?
"A Milano fu più agevole. Vincemmo 5-0, una partita giocata con grande serietà ma senza particolari difficoltà. In Norvegia era tutta un’altra storia, soprattutto per le condizioni ambientali".
Quel Bodo/Glimt era molto diverso da quello di oggi?
"Sì, il calcio norvegese è cresciuto tantissimo. All’epoca era un’altra realtà. Oggi sono molto più strutturati e competitivi, lo abbiamo visto negli ultimi anni e anche, ahinoi, con la Nazionale negli ultimi mesi. L'Inter è favorita ma bisogna stare molto attenti alle insidie che può nascondere questo doppio scontro".