Noi vogliamo vincere l'ultima partita. Manca l'ultimo match e penso che tutto il calcio italiano non vede l'ora che finisca. Questo non è il calcio. Abbiamo scelto il male minore, era l'unico modo per finire, ma fortunatamente siamo alla fine della stagione. È stata un'agonia.

Sono queste le parole usate da Sinisa Mihajlovic nella conferenza alla vigilia di Bologna-Torino. Il tecnico serbo ha parlato dell'ultimo appuntamento della Serie A della sua squadra e si è soffermato su come si è sviluppata questa stagione calcistica anche a causa dell'emergenza Coronavirus: "Per me tutte le stagioni sono importanti e in tutte le stagioni impari qualcosa. Bisogna avere la forza di tirare fuori il positivo anche nei periodi negativi. Quando si vince si riflette poco, la stagione è stata un po' atipica per quello che è successo a me e in tutto il mondo. Spero che non succederà più".

A chi gli ha chiesto cosa avesse detto ai suoi ragazzi dopo la sconfitta per 4-0 a Firenze il tecnico dei rossoblù ha affermato: "Non ho proprio parlato con loro, non ho detto nulla. A volte il silenzio è più forte delle parole. I ragazzi sono grandi e vaccinati, se vogliono fare un'altra brutta figura la fanno. E se non capiranno, non capiranno mai… Spero domani possano fare una bella gara".

Domani Mihajlovic festeggerà le 300 panchine in Serie A e in merito a questo primato ha affermato:
"È un bel traguardo, perché 300 panchine non solo poche. Io vorrei allenare un'altra decina d'anni e poi fare il dirigente. Vorrei arrivare a 600 panchine come allenatore, a cui si aggiungono le 600 da calciatore e poi con tutto quello che ho passato: la guerra, il cancro… La mia esperienza potrà servire sicuramente a qualcuno".

Infine Sinisa Mihajlovic ha mandato un messaggio ai tifosi del Bologna: "Proviamo a vincere, che non conta a niente ma meglio finire con 49 punti piuttosto che con 46. Nonostante tutto, in questo girone di ritorno abbiamo fatto meglio rispetto a quello d'andata".