Non riusciva nemmeno a sedersi a causa del dolore alla schiena. Aveva freddo fino a chiedere "due stufette". Un mese di sofferenza prima della guarigione. Giuseppe Bergomi ha raccontato a Giacomo Ciccio Valenti le conseguenze del contagio da coronavirus. Lo ha fatto nella diretta Instagram durante la quale ha azionato il rewind ed è tornato indietro nel tempo fino all'8 marzo scorso, quando ha avvertito i primi sintomi.

Non ha avuto febbre alta, né tosse o difficoltà respiratorie ma ha capito sulla sua pelle quanto possa essere insidioso e pericoloso quel morbo che ti colpisce e non te ne accorgi (subito). Sopportare gli urti dei contrasti e le entrate in tackle degli avversari faceva meno male…

Sono stato positivo al Coronavirus. Ho fatto il test sierologico circa due settimane fa e sono risultato positivo alle ICG e negativo alle IGM. Dall’8 marzo sono stato male quasi quindici giorni – ha raccontato Bergomi nel colloquio con Valenti -. Non stavo bene, avevo sempre dolori ed ero fiacco. Non riuscivo a sedermi per il dolore alla schiena ed ero costretto a stare sempre in piedi. La fortuna vuole che ho gli anticorpi ma mi hanno spiegato che non proteggono al 100% perché il virus muta.

Altro che "banale influenza" o "virus che aggredisce solo gli anziani e i soggetti più deboli", era la litania lasciata filtrare in tv da chi invece avrebbe dovuto mettere in guardia la popolazione dal pericolo incombente. Il morbo che ha scatenato la pandemia mondiale e – solo in Italia – ha fatto oltre trentamila vittime in quasi due mesi ha avuto effetti devastanti, sia sulla salute delle persone sia sull'economia.

Paura? No, non avevo né tosse né febbre alta. Avevo sempre freddo e mi sono fatto portare due stufette – ha aggiunto Bergomi -. Mi hanno detto di non prendere anti infiammatori. Poi dopo nove giorni è andato via il dolore, ma sono stato in ballo 20-25 giorni. Ora sto alla grande. Ho cercato di fare il tampone, ma mi hanno detto che dopo trenta giorni dovrei essere a posto.