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Benatia beffato col Marsiglia, ricorda cosa accadde alla Juve al Bernabeu: “Ho la stessa sensazione”

Il calcio di rigore concesso nel finale ai blancos per tocco di braccio di Medina è l’episodio contestato dai francesi. L’ex calciatore, oggi dirigente, torna indietro al 2018 e a quell’intervento su Lucas Vazquez che condannò i bianconeri in Champions.
A cura di Maurizio De Santis
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Mehdi Benatia ha la faccia di uno che ha capito. Quando l'arbitro, Irfan Peljto, ha assegnato il rigore decisivo che ha permesso al Real Madrid di battere (2-1) il Marsiglia nella prima giornata del girone unico di Champions, è stato come un déjà vu. Stesso scenario, la Coppa. Stesso palcoscenico, il Santiago Bernabeu. Solo che allora (2018) lui era ancora calciatore e giocava nella Juventus che si vide scippare la qualificazione in semifinale. Identica è la sensazione di frustrazione provata da dirigente dell'Olympique per la beffa atroce subita quasi sul gong e per un penalty sul quale ha pesato l'interpretazione del regolamento da parte del direttore di gara.

Il suo intervento su Lucas Vazquez di sette anni fa e quello di Facundo Medina che, nel tentativo di fermare Vinicius vede la palla carambolare sul braccio sinistro, sono assimilabili? Comune denominatore di entrambi è la valutazione del fischietto sulla casistica che figura tra le norme relative a situazioni del genere in area di rigore. Ed è proprio questa esegesi il pomo della discordia tanto che gli accenti usati dal tecnico dei francesi, De Zerbi ("è semplicemente vergognoso") hanno riportato alla memoria i cazzotti presi dal fischietto gli sfoghi di Chiellini ("you pay! you pay! tu paghi! tu paghi", urlato in campo agli avversari) e di Buffon con quel "bidone d'immondizia al posto del cuore" scagliato contro l'arbitro, Michael Oliver.

Il tocco di mano di Medina nel contrasto su Vinicius

"È un rigore molto difficile da accettare, ma l'ho già sperimentato sette anni fa. Ho la stessa sensazione", sono state le parole di Benatia sull'episodio del rigore dato al Real Madrid per tocco di braccio di Medina. Cosa è successo e cosa dice il regolamento? Vinicius è nell'area del Marsiglia, Medina lo contrasta e cerca di strappargli la palla intervenendo in tackle. Ci riesce ma la sfera gli finisce addosso, per la precisione sul braccio sinistro che è più largo rispetto al corpo e alzato da terra mentre l'altro lo sorregge nella caduta. L'arbitro non ha dubbi e fischia la massima punizione tra le proteste dei francesi.

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Rigore sì o rigore no? Il nuovo regolamento sui falli di mano ha aggiornato il ventaglio delle ipotesi ma è sempre la discrezionalità del direttore di gara a fare la differenza. Nel caso specifico, Peljto ha ritenuto che il tocco di Medina fosse punibile perché, anche se il pallone proviene dalla testa o dal corpo di un giocatore vicino, ha valutato come dirimente "il braccio esteso lateralmente, lontano dal corpo" rispetto alla situazione non da rigore di un calciatore "che cade a terra e mani/braccia si trovano tra corpo e suolo per attutire l'impatto".

Il fallo di Benatia su Lucas Vazquez in Real Madrid-Juventus

La questione dell'interpretazione dell'arbitro è il filo conduttore che riconduce a otto anni fa e all'intervento di Benatia su Lucas Vazquez reputato falloso. "negligente, imprudente o dalla vigoria sproporzionata" tracciano l'insieme all'interno del quale un'azione che abbia queste caratteristiche è considerata fallosa. L'arbitro Oliver assegnò il rigore perché convinto che il difensore della Juventus fosse entrato su quello del Real in maniera irregolare valutando l'intervento eccessivamente irruento e scomposto. E il fatto che Benatia avesse o meno sfiorato la palla per lui fu un fattore secondario, per lui c'era un vizio di fondo a monte.

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Un altro direttore di gara avrebbe sbagliato se avesse deciso diversamente? No. È questione di discrezionalità: un altro arbitro avrebbe potuto dare maggiore peso alla considerazione che Benatia non cercò il contatto con l'avversario ma con il pallone (che toccò), reputando la caduta di Vazquez eccessiva rispetto all'intensità del contrasto. Ma Oliver, a velocità naturale, ebbe un'impressione diversa: che il centrale bianconero avesse travolto il calciatore dei blancos.

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