Mauro Bellugi ha subito l'amputazione di entrambe le gambe. Il Covid ha aggravato l'anemia mediterranea di cui soffriva da tempo. Ha reso devastanti gli effetti della malattia del sangue, al punto da provocare la cancrena degli arti inferiori. Quando si recò in ospedale i dottori non gli lasciarono scelta: sottoporsi all'operazione o morire col rischio che l'infezione lo consumasse poco alla volta. A distanza di quasi un mese da allora, l'ex calciatore di Inter, Bologna, Napoli e Nazionale ha raccontato la sua esperienza drammatica, ma vissuta con grande forza d'animo, e ha lanciato un messaggio a quanti oggi ancora negano la pericolosità del virus nonostante il bilancio dei morti in Italia sia salito a 75 mila dall'inizio della pandemia.

Il Covid si è unito a una malattia del sangue che avevo già – ha ammesso Bellugi nell'intervista a Tiki Taka -. All’improvviso mi sono ritrovato le gambe nere e l’unica soluzione era amputarle. Ho 70 anni e una grande voglia di vivere. A quelli che sostengono che il coronavirus è uno scherzo dico: venite a vedere quel che ho visto io… Sono in ospedale in camera con un ragazzo che è stato intubato per 40 giorni, un'altra persona l’altro giorno salutava la moglie e la mamma perché stava morendo. Mi viene da piangere solo a ripensarci.

Bellugi si trova ancora all’ospedale Niguarda di Milano, vi era stato ricoverato a inizio novembre dopo il contagio. È stato costretto ad accettare l'esito durissimo della diagnosi, affrontando l'intervento e la consapevolezza che la sua vita sarebbe cambiata, ma non s'è mai perso d'animo. E quando racconta la sua esperienza combatte lo shock subito con l'ironia e chiama in causa Alex Zanardi che definisce il suo ‘idolo', l'esempio da seguire per ricominciare, andare avanti nonostante tutto.

Il dottore mi ha tagliato proprio la gamba con la quale feci gol al Borussia Mönchengladbach. Lo volevo denunciare (scherza, ndr). È stato il mio unico gol anche perché ai miei tempi dovevi marcare grandissimi attaccanti.

La comunità nerazzurra (e non solo) s'è stretta intorno a lui. La sua storia ha provocato emozione, la stessa Inter si è detta pronta a dargli un incarico nel club. È stato l'ad Marotta a contattarlo. L'ex presidente, Massimo Moratti si è offerto di pagare le spese mediche e per le protesi.

Appena esco e avrò le protesi che mi permetteranno di camminare da solo, andrò a trovarli. L'Inter mi è rimasta nel cuore, per me è sempre stata una famiglia. E Massimo Moratti mi ritiene uno di famiglia, conosco la moglie, sua sorella Bedy, suo figlio e quando giocavo all’Inter suo papà Angelo mi regalò anche una villa a Stintino dopo aver firmato il contratto.