Spesso si torna a parlare del presunto audio tra l'arbitro Daniele Orsato e il VAR sul fallo di Pjanic a Rafinha, avvenuto in una importantissimo Inter-Juventus del 2018. L'ex Procuratore Federale Pecoraro ha denunciato in un paio di occasioni la scomparsa di quel file, in una recente intervista a ‘Il Mattino' disse: "C’erano i colloqui di tutto tranne che di quello. Mi dissero che non c’era e basta". Queste parole hanno fatto molto rumore e molto scalpore.

Bisogna però capire esattamente come funzionano le cose. Le registrazioni dei colloqui tra i direttori di gara e il VAR, come ha confermato anche l'arbitro Claudio Gavillucci in un'intervista a Fanpage.it, vengono conservate e vengono vivisezionate, non vale solo per gli audio ma anche per tutti i video; così è per motivi di sicurezza. Queste le parole di Gavillucci, che ora arbitra in Inghilterra:

Quello che posso dire, per esperienza diretta, è che come accade nelle trasmissioni televisive c'è un momento in cui non si è in onda. La nostra raccomandazione, mi ricordo, era quella di dire all'operatore: ‘Dicci quando parte la registrazione'. E partiva nel momento in cui iniziava la partita. C'era una registrazione audio e una video, con la telecamera all'interno del VOR (la sala VAR, ndr). Che al termine della partita l'audio integrale venisse vivisezionato, tagliato, archiviato e mandato a chi non so, non era mio compito saperlo. Quello che posso confermare è che l'intera partita, dal calcio d'inizio, veniva registrata.

Perché il dialogo tra Orsato e VAR non esiste

Le parole di Pecoraro naturalmente ogni volta che vengono riproposte creano tante reazioni. Ma va detto che il protocollo stabilisce che il VAR si possa usare solo per determinate situazioni di gioco: reti realizzate, decisione assunte sul calcio di rigore (assegnato o meno), cartellini rossi (non per seconde ammonizioni) e scambio di persona. Ed essendo quel fallo di Pjanic su Rafinha da ammonizione Orsato non ne discusse con il VAR e dunque quel file, quello di cui parla Pecoraro, non esiste.

Come funziona l'archiviazione dei file

Negli archivi del designatore e dell'Ifab finiscono 7 o 8 casi per ogni partita che possono esserci quelle del protocollo VAR, ma anche quelli di alcuni casi dubbi, che possono essere usati a scopo ‘didattico'. Riguardo il caso di Inter-Juve del 2018 lo stesso Pecoraro firmò l'archiviazione dopo una serie di mail con il designatore Rizzoli, il responsabile del progetto VAR Rosetti e Arduino il responsabile della società che fornisce il VAR, la Hawk Eye. Già all'epoca Pecoraro chiese perché nel file audio dell'episodio del fallo di Pjanic su Rafinha non ci fosse il sonoro, e gli fu spiegato che era così perché quell'episodio era ‘solo' da ammonizione e quindi secondo protocollo non c'era la registrazione.