Carlo Ancelotti è un uomo nuovo da quando si è seduto sulla panchina dell'Everton. L'allenatore di Reggiolo da quando è tornato in Premier League ha una media punti inferiore solo a quella della capolista schiacciasassi Liverpool. Il tecnico dei Toffees ha vissuto un'esperienza altalenante sulla panchina del Napoli ma ora ha voltato pagina e in Inghilterra sta facendo ottimi risultati. "Carlo magnifico, Carlo fantastico", questo il coro dedicato a lui dai tifosi dell'Everton, racconta al Corriere della Sera l'aria che si respira nel torneo inglese:

Io, Vialli, Zola, Ranieri sembriamo sollevati in Inghilterra? Beh, hanno ragione! Se uno è abituato al calcio italiano, trova un altro mondo. Non parlo dell'intensità del gioco, non è quello che fa la differenza. Qui c'è un ambiente diverso. In Inghilterra non si viene offesi, per esempio. L'insulto è fastidioso. In alcuni stadi italiani hai l'impressione che la gente ti odi, magari perché hai cambiato squadra. Un tipo si mette dietro la panchina e ti vomita addosso insulti per 90 minuti. Qui, è impensabile.

L'ex allenatore di MilanChelseaParis Saint-GermainReal Madrid Bayern Monaco ha parlato della rivalità tra Everton e Liverpool ("Rivalità sportiva al centro per cento. Come a Milano tra Milan e Inter. Nessun odio. Nessuna vera differenza geografica, sociale, politica o religiosa,  tra le tifoserie") e sui rapporti con Jurgen Klopp e gli altri manager della Premier League: "Ottimi, ci conoscevamo già. Lo stesso con Mourinho. Ci mandiamo messaggi".

Ancelotti: Napoli? L'esonero si annusava

Ancelotti è tornato a parlare di quanto successo a Napoli e lo ha fatto a modo suo. Il tecnico classe 1959 ha raccontato i motivi della scelta di accettare la proposta di De Laurentiis, le difficoltà e il dialogo con il presidente prima dell'esonero:

Sono andato a Napoli perché, dopo nove anni all'estero, avevo voglia di tornare in Italia e Napoli mi sembrava una piazza interessante… Diciamo che non è finita bene, ma è stata una buona esperienza. Vivere a Napoli è una delle più belle cose che possano capitare. Poi un po' per i risultati, un po' per altre difficoltà, si è chiuso il rapporto. Io vengo esonerato il 12 dicembre, l'Everton ha mandato via l'allenatore ai primi di dicembre, le cose si sono combinate. Coincidenze. De Laurentiis ha detto: "Ho pensato di cambiare", io gli ho detto: "Sei sicuro?", lui mi ha detto "Sì", allora io ho detto "Ok, allora cerco un'altra squadra". Non avevo voglia di star fermo e farmi pagare senza lavorare. Allenare in Inghilterra è affascinante, e la società dell'Everton è ambizioso.

In merito all'esonero ha affermato: "Come fa un allenatore a capire dell'esonero? Lo annusi, lo annusi… Nel calcio i segreti non esistono, si sa tutto di tutti. A Napoli si annusava… che devi fare? Devi prendere atto". 

Ancelotti: Hanno provato a cambiarmi, ma hanno sbagliato

L'allenatore di Reggiolo ha parlato del fastidio che ha provato quando gli è stato chiesto di cambiare il suo modo di approcciarsi con la squadra nei momenti di difficoltà:

Cosa mi ha dato fastidio? Mi dà fastidio che, quando le cose non vanno bene, mi dicano "Ah, bisogna usare la frusta, sei troppo buono, sei troppo gentile e accomodante coi giocatori!". Ma dico: i dirigenti al mondo non conoscono come alleno? Non mi puoi prendere e poi dirmi di cambiare il mio modo non solo di allenare: il mio modo di essere. Perché io sono così, è così sono arrivati i successi. Se tu mi dici "Devi usare la frusta!", è sbagliato, è sbagliato.

Infine Ancelotti ha svelato che questo atteggiamento da parte delle società nei suoi confronti non c'è stato solo a Napoli ma in diversi club dove ha lavorato:

È successo solo a Napoli? Ma no, è successo anche al Chelsea, è successo al PSG… Ho vinto tanto, lo so, ma i momenti difficili ci sono stati dappertutto. Anche al Milan ci sono stati dei passaggi difficilissimi. Però superati. Ecco: forse il Milan è stato l'unico posto dove non mi hanno detto "Usa la frusta!". Perché mi conoscevano.