"Una espressione irriguardosa" rivolta al direttore di gara a fine partita di Benevento-Juventus. Così il Giudice Sportivo ha motivato la decisione di fermare l'attaccante della Juventus Alvaro Morata per due giornate. Il fatto era avvenuto nel concitato finale della gara con l'attaccante spagnolo che stava protestando veementemente per un contatto in area poco prima del 90′. Una volta terminato il match, Morata ha continuato a rivolgersi al signor Pasqua che non ha esitato a estrarre il cartellino rosso.

Dunque, la Juventus dovrà fare a meno per le prossime due partite di campionato del suo uomo in più in attacco, Alvaro Morata che spesso in questa prima parte di stagione ha risolto in positivo situazioni complicate a suon di gol e assist (8 reti e due passaggi decisivi). Le partite che Morata salterà saranno il derby contro la Torino granata, in programma il 5 dicembre alle 18.00 e la trasferta contro il Genoa, il 13 dicembre sempre alle 18.00.

Nelle motivazioni del Giudice Sportivo si legge testualmente che le due giornate di squalifica arrivano per "avere, al termine della partita, sul terreno di giuoco, rivolto al Direttore di gara un'espressione irriguardosa, indirizzata al medesimo". Per questo, il giocatore è stato sanzionato con due turni di stop in campionato.

Cos'era successo in campo contro il Benevento

L'espulsione di Alvaro Morata a Benevento è figlia delle tensioni del fine partita tra i campani e i bianconeri. Nel giro di pochi minuti, la Juventus ha recriminato per due volte su due contatti in area di rigore, gridando al tiro dagli 11 metri che né Pasqua né il VAR hanno giudicato scorretti. Sul risultato di 1-1 e nei concitati momenti finali, prima di uscire dal campo Morata ha urlato contro il direttore di gara Pasqua che ha estratto il rosso diretto. Circondato dai compagni dello spagnolo, l'arbitro ha inserito a referto il nome del numero 9 bianconero.