Allegri-De Bruyne, l’inglese e l’italiano: “Se ci capiamo subito è meglio. E ora ha capito”

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Il tecnico torna sul “malinteso” in campo a Villarreal con il belga. E smorza i toni con una battuta: “Cose di campo capitate in un momento anche particolare della partita”. E domani c’è il Venezia.

"Se ci capiamo subito, è meglio". Massimiliano Allegri non ha bisogno di alzare la voce. Sicuramente non in pubblico, dove sfoggia un sorriso diplomatico e sgonfia con toni concilianti l'insubordinazione di Kevin De Bruyne in Champions. Gli basta questa frase per chiudere un caso che aveva fatto (e fa) discutere. Il tecnico gli chiedeva di tenere una determinata posizione in campo, abbassandosi nella veste di play e lasciando a McTominay la possibilità di attaccare l'area. Il belga ha fatto di testa sua, con tanto di sbracciate d'insofferenza (anche) nei confronti dei compagni di squadra. Una brutta immagine a corredo di una brutta sconfitta rimediata a Villarreal che aggiunge zavorra al cammino in Coppa.

"O io gli parlo inglese, o lui parla italiano… magari lui parlava inglese e io parlavo italiano, poi mi sono messo a parlare inglese e c'è stata un po' di incomprensione". In conferenza stampa, prima della trasferta di Venezia, Allegri ha ridimensionato l'accaduto usando l'esempio dell'incomprensione linguistica per giustificare quello che definisce solo come un malinteso, "cose di campo capitate in un momento anche particolare della partita perché da 0-1 siamo passati 2-1".

Nessuna lite, quindi. Solo due lingue diverse in campo. Poi la stoccata finale, detta con il sorriso: "Sì ha capito, il ragazzo è intelligente e ha capito". È il metodo Allegri perché l'ultima frase vale più di un semplice chiarimento. E ha subito una conseguenza pratica: a Venezia l'ex Manchester City non parte titolare. Ufficialmente perché martedì prossimo il Napoli riceve il Bodo Glimt in casa e non ha scelta: deve vincere per sperare di restare ancora in corsa per i playoff. Ufficiosamente, un turno in panchina dà anche un segnale chiaro.

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Ma KDB non è stato l'unico a riceverlo, perché l'equivoco della collocazione in campo del belga è solo una parte dei problemi del Napoli. Allegri ne ha affrontato un altro emerso anche in Spagna: manca la consapevolezza e compattezza di squadra. Lo stesso monito che ha recapitato direttamente ai senatori del gruppo, mettendoli in riga l'uno dopo l'altro. Perché così sa bene che ci si va solo a schiantare.

Il Napoli è 8° in classifica con 10 punti in 6 partite. Nelle ultime 3 giornate ha raccolto 2 vittorie e un pareggio (1-0 al Bologna, 1-1 contro la Fiorentina e 3-0 al Frosinone) ma la sensazione complessiva data è stata di una formazione incostante, che s'accende e si spegne all'improvviso. E può succedere di tutto. "Per quanto riguarda la gestione dei momenti della partita, bisogna lavorarci. Bisogna essere coscienti delle qualità che abbiamo, e poi quello che succede nella partita non deve spostarci l'equilibrio mentale". Con una regola semplice: o si parla inglese o si parla italiano, la lingua del campo è uguale (come la legge) per tutti.

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