Con la maglia del Barcellona Demetrio Albertini ha giocato solo cinque partite, le ultime della sua grande carriera, ma gli sono bastate per stabilire un legame speciale con il club catalano. Anche per questo motivo, l'ex centrocampista di Milan e Nazionale, oggi presidente del settore tecnico per la Federcalcio, ha scritto di suo pugno una testimonianza di queste giornate particolari per l'Italia direttamente sulle pagine del sito ufficiale del club catalano.

"Quando abbiamo scoperto che il nord Italia stava diventando un’area a rischio, e prima che il governo vietasse gli spostamenti, ci siamo trasferiti in Toscana, vicino Coverciano, dove ho anche il mio ufficio. Venire qui è stata l’opzione migliore, anche per poter continuare a lavorare per la FIGC".

Le giornate di Albertini proseguono dunque più o meno normalmente, almeno sul fronte professionale. In Federcalcio in cima all'agenza c'è naturalmente un tema su tutti: la ripresa dei campionati a seconda dell'evoluzione dell'emergenza coronavirus.

"Con il calcio fermo in Italia, per ovvie ragioni, il nostro lavoro è cercare di rispondere alla domanda di milioni di tifosi: quando riprenderà il campionato? Il nostro obiettivo è puntato su metà maggio, ma ci tanti possibili scenari".

E tra le ipotesi al vaglio della federazione ci sono soluzioni già descritte anche dal presidente Gravina nei giorni scorsi, così come quella che tutti vorrebbero evitare, ma Albertini non si sente di scartare in questo momento: la cancellazione del campionato.

"Non possiamo scartare l'opzione che la Serie A si giochi nel corso dell’estate, che si giochino playoff e playout, o che l’intera stagione sia cancellata. Stiamo lavorando a tutte le soluzioni ma è difficile ragionare sulle date in questo clima di incertezza. La salute, comunque, viene sempre prima di tutto".