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Adani: “Primo giorno alla Fiorentina, un compagno mi fece trovare una ragazza nuda in camera: il benvenuto”

Lele Adani racconta il suo arrivo alla Fiorentina. Un nuovo compagno lo accolse in albergo: “Vai su in camera mia che c’è una bella sorpresa di benvenuto”.
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Lele Adani in questi giorni sta seguendo i Mondiali di calcio da seconda voce per la Rai, esaltandosi per le gesta di Leo Messi. Nel podcast ‘Gimme five', il 51enne ex giocatore emiliano invece parla di tutt'altro, sollecitato da Jody Cecchetto a raccontare retroscena non proprio calcistici della sua carriera, tra scherzi, spogliatoio e quant'altro. Adani lo sorprende con un aneddoto a luci rosse, che risale a quando aveva 25 anni e si era appena trasferito dal Brescia alla Fiorentina.

Lele Adani con la maglia della Fiorentina nel 1999: rimarrà in viola per tre stagioni
Lele Adani con la maglia della Fiorentina nel 1999: rimarrà in viola per tre stagioni

La ‘sorpresa di benvenuto' per Lele Adani alla Fiorentina

"Ricordo il primo giorno che arrivai a Firenze, dopo un viaggio in una calda estate del 1999, perché la Fiorentina di Trapattoni mi acquista dal Brescia – riavvolge il nastro Adani – Io faccio proprio il primo viaggio, cioè quando tu arrivi con la macchina piena di valigie e il giorno dopo c'è la presentazione e si parte per il ritiro. Però io ricordo benissimo il primo viaggio. Arrivo a questo hotel che si chiama Grifone, poi è stato un ‘quartier generale' mio e dei miei cinque o sei uomini, cioè dei nostri amici più intimi".

L'ex difensore emiliano trova un nuovo compagno in viola ad accoglierlo, nel podcast dice il nome ("tanto è storia ormai, c'è prescrizione"), ma è coperto da un ‘bip': "Arrivo e lui mi accoglie nella hall. Ricordo che mi disse: ‘Lele, ben arrivato e sono contento che si sta insieme'. Così abbiamo parlato due minuti e dopo un po' mi disse: ‘Vai su in camera mia che così c'è una bella sorpresa di benvenuto'. Io andai in camera sua e c'era la sorpresa di benvenuto che era una ragazza".

"Io volevo parlare, ma lei mi dice: Non siamo qua per parlare"

Il racconto a quel punto prende una piega sempre più spinta, lui prova a metterla sulla chiacchiera, ma la ‘sorpresa' chiarisce subito il da farsi: "La ragazza – che ha un nome, un cognome, che poi ho conosciuto, ci siamo frequentati con amicizie comuni – mi aspettava, era pronta lì, serena, tranquilla. Pronta in che senso? Pronta sul letto, non vestita. E le ho detto: ‘Ciao, piacere'. E lei: ‘Piacere, lui mi ha detto che venivi su, di aspettarti'. Allora le ho detto: ‘Piacere, tutto a posto. Come va? Io sono appena venuto da Brescia'. Insomma, io avrei parlato volentieri, cose tipo: ‘Questa è una bella piazza'. Ma lei dice: ‘No, ma non è che siamo qua troppo per parlare. Tu rilassati, perché il benvenuto si dà in un certo modo'".

"E c'è stato un benvenuto perfetto, Madonna mia, cioè gestito proprio alla perfezione, direi proprio roba di professionalità estrema. Io poi le ho detto: ‘Guarda, ci vedremo ancora, credo, no? Ci sarà modo anche di conversare…'. Lei ha detto: ‘Quando vuoi, non preoccuparti, tanto i miei numeri ce li ha lui'", conclude Adani.

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