"Il calcio perde il suo Leonardo da Vinci". Così Adriano Galliani salutò Marco van Basten, il Cigno di Utrecht che si ritirò ufficialmente dal mondo del calcio il 17 agosto 1995 con una conferenza stampa organizzatagli dal Milan: "La notizia che devo darvi è corta – dirà – semplicemente ho deciso di smettere di fare il calciatore. Grazie a tutti quanti". Ma il suo addio al calcio giocato, quello su un terreno verde, era arrivato molto prima, precisamente il 26 maggio 1993 con la sua ultima partita, consumatasi nella sfortunatissima finale di Coppa dei Campioni contro l'Olympique Marsiglia:  a quattro minuti dalla fine, con il Milan sotto di 1-0 per la rete di Boli al 43′, Fabio Capello richiama in panchina van Basten, mandando in campo Eranio. Il ‘cigno' olandese non rimetterà mai più piede in campo.

Considerato universalmente uno degli attaccanti più forti di sempre nella storia del calcio, Marco van Basten a soli 29 anni fu costretto a smettere con il calcio giocato per via di una caviglia che lo tormentava e che lo aveva sottoposto a numerosi interventi chirurgici. Nel giugno dello stesso anno dopo la finale contro il Marsiglia, Van Basten si sottopose alla quarta operazione per rimuovere i frammenti ossei che infiammavano la caviglia in continuazione rischiando di danneggiare la cartilagine in modo definitivo. Da qui in poi trascorreranno due anni di riabilitazione, riaggregandosi ai compagni rossoneri per la preparazione estiva dell’estate, ma il 17 agosto del 1995, arriva la resa totale.

L’inizio di quella che sarebbe stata l'ultima stagione dell’olandese era stato impressionante con numeri da capogiro: 12 gol segnati nelle prime 8 partite di campionato, fino al riacutizzarsi dei dolori alla caviglia e ,in vista della pausa invernale, la scelta di farsi operare dal dottor Marti, nella clinica di Sankt Moritz. L’intervento riesce e la diagnosi è positiva: rientro in campo in 4 settimane. Ma non sarà così. Van Basten torna titolare solamente il 9 maggio, in campionato, dove contro l'Ancona segnerà l'ultimo gol della sua straordinaria carriera. Di testa, non di piede. Altro segno del destino. Il suo campionato finisce la giornata successiva contro la Roma, a San Siro, il 16 maggio del 1993.

Poi, la finale con il Marsiglia di Rudi Voeller all'Olympiastadium di Monaco di Baviera davanti a 65 mila spettatori. Fabio Capello informa van Basten che giocherà dal primo minuto e l'olandese accetterà, scendendo in campo con un’infiltrazione. Basile Boli segna sul finire del primo tempo, il Milan non è più in grado di reagire, così come il Cigno di Utrecht che esce mestamente dal campo all'86': quell'immagine, in cui darà il cambio a Eranio resterà per sempre l’ultima fotografia dell'ultima partita giocata in carriera da van Basten.