L'elicottero non era dotato della strumentazione necessaria che avrebbe avvertito il pilota dell'elicottero dell'avvicinarsi della collina. Un sistema che, per un cavillo legale, non era obbligatorio. È l'ultimo dettaglio rivelato dagli inquirenti che indagano sulle cause dell'incidente ed è emerso nella ricostruzione dell'impatto in cui sono morti Kobe Bryant, la figlia Gianna e le altre sette persone a bordo del velivolo schiantatosi a Calabasas (nella contea di Los Angeles) il 26 gennaio scorso. Un altro tassello per capire con certezza cosa ha provocato la tragedia, qual è stata la catena di eventi che hanno causato il disastro mettendo in relazione tempo, processo decisionale del pilota, eventuale avaria o qualsiasi altra circostanza possa avere influito. Ecco perché al momento prevale la cautela, come ammesso da Jennifer Homendy, membro del consiglio di sicurezza per il trasporto nazionale in conferenza stampa.

L'identificazione dei cadaveri, chi sono le vittime

Il dipartimento del coroner della contea di Los Angeles ha annunciato martedì che tutti i 9 corpi sono stati recuperati. Il cadavere dell'ex stella della Nba è stato identificato grazie alle impronte digitali, gli inquirenti sono al lavoro per aggiornare anche l'identità delle altre vittime decedute nella sciagura. Esami sono in corso sul corpo della figlia, Gianna. Le altre vittime sono Ara Zobayan (il pilota), John Altobelli (allenatore di baseball), Keri Altobelli (moglie del coach) e la loro figlia Alyssa Altobelli, oltre a Christina Mauser, Sarah Chester e sua figlia Payton Chester.

Dove erano diretti Bryant e gli altri passeggeri

Le 9 persone che si trovavano a bordo dell'elicottero erano dirette proprio a Calabasas per un torneo di basket giovanile – si legge nel racconto della Cbs -. Alyssa, Payton e Gianna (la ragazza 13enne che aveva ereditato dal papaà campione l'amore per la pallacanestro) giocavano tutte nella stessa squadra.

L'audio del pilota prima dello schianto in elicottero

Il velivolo era decollato alle ore 9.06 dall'aeroporto John Wayne nei pressi di Irvine (contea di Orange, in California). Il viaggio è durato solo 39 minuti prima che il mezzo scomparisse dai radar. L’ultima comunicazione tra il pilota e la torre di controllo è avvenuta quando l'elicottero si trovava a circa 700 metri di quota. Evoluzioni delle condizioni meteo e del vento, comunicazioni sulla visibilità, tentativo di oltrepassare lo strato di nuvole: ecco qual è stato lo scambio d'informazioni tra l'uomo al timone (Ara Zobayan, 50 anni) e uno degli addetti al traffico aereo si interrompe qua, di colpo, alle ore 9.44 quando l'elicottero precipita al suolo.

  • L'impatto. L'elicottero sarebbe precipitato in 12 secondi, raggiungendo una velocità di quasi 5.000 piedi al minuto. L'ultima velocità registrata sarebbe stata 184 miglia all'ora.
  • Sikorsky S-76B. È il modello di elicottero a bordo del quale viaggiavano le 9 vittime. Un velivolo considerato tra i migliori quali standard di sicurezza.

L'elicottero non ha una scatola nera

Tra le ultime novità c'è anche un'altra notizia: l'elicottero non ha una scatola nera (come indicato in un articolo della Cbs) e per questo gli investigatori stanno cercando di recuperare e analizzare gli strumenti di volo sull'iPad del pilota che conteneva app di pilotaggio.

Condizioni meteo negative, perché è stato autorizzato il decollo

La mattina del 26 gennaio, quando Kobe Bryant e le altre otto persone sono salite a bordo, c'era una forte nebbia sulla regione. Una condizione tale che aveva indotto la flotta di elicotteri del dipartimento di polizia di Los Angeles a restare a terra. Secondo le notizie riportate dai media americani, anche il dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles aveva interrotto le operazioni di volo a causa di una visibilità inferiore ai 2000 piedi.

  • Perché allora è stato autorizzato il decollo? È la domanda insistente in riferimento al peggioramento del tempo e alla diminuzione delle condizioni di visibilità.
  • Chi era il pilota che conduceva l'elicottero. Ara Zobayan, 50 anni, era conosciuto come un pilota con oltre 8.200 ore di volo e dotato di un'esperienza tale da adottare le procedure per volare anche in cattive condizioni meteorologiche.
  • I dati preliminari di volo pubblicati da flightradar24.com. Una prima spiegazione emersa rivela che mentre l'elicottero volava a Nord di Irvine le condizioni meteo erano buone e attraversando la grande area di Los Angeles c'era una visibilità minima di tre miglia. La situazione ha iniziato a peggiorare nei pressi dell'aeroporto di Burbank (a Nord della metropoli californiana).
  • Il processo decisionale del pilota. È uno dei fattori che verranno esaminati con maggiore attenzione nelle prossime ore e servirà a determinare se visibilità ridotta, altitudine inferiore siano una diretta conseguenza dell'autorizzazione richiesta dal pilota alla torre di controllo di volare in base a visual flight rules (le norme che, in determinate condizioni, permettono a un aeromobile di procedere attraverso uno spazio aereo controllato a un livello inferiore ai minimi previsti dal regolamento). Un'autorizzazione fatta verso le 9.20, dopo 14 minuti di volo e circa 25 minuti prima che il velivolo uscisse dai radar.

Il traffico aereo costringe l'elicottero a una deviazione

Nella ricostruzione dei fatti c'è ancora un particolare. La torre di controllo dell'aeroporto di Burbank avvisò il pilota dell'elicottero di restare in volo nella zona di Glendale a causa del traffico aereo intorno allo scalo. L'elicottero girò in cerchio per circa 12 minuti prima di essere autorizzato per un volo speciale (visual flight rules) nello spazio aereo tra Burbank e Van Nuys Airport a 1.400 piedi. Il peggioramento delle condizioni meteo aveva indotto gli aeroporti a passare al sistema di atterraggio strumentale, noto come ILS (instrument landing system), mentre l'elicottero si avvicinava a Glendale.

Gli ultimi 5 minuti prima dell'incidente

Alle 9.40, l'elicottero girò a sud-ovest dirigendosi verso l'aeroporto di Camarillo, a ovest di Calabasas. Il pilota chiese assistenza radar in riferimento al traffico aereo ma volava "troppo basso" per riceverla dalla torre di controllo. Quattro minuti dopo, alle 9.44, il pilota comunicò via radio che aveva iniziato a salire per superare le nuvole. Secondo i dati di volo rilevati sarebbe arrivato fino a 2300 piedi prima che l'elicottero iniziasse una curva discendente verso sinistra. È stato l'ultimo contatto prima dell'incidente e non risultano richieste di soccorso.