Giannis Antetokounmpo ha provato a fermare LeBron James in tutti i modi: con le buone, contrastandolo con stoppate al limite dello scontro tra Titani, o con le cattive, con molto mestiere e altrettanta furbizia. Ma se The King è in giornata puoi nulla. Per impressionare la stella dei Lakers ci vuole altro, devi essere almeno al suo livello per scalfirgli autostima e provare a innervosirlo altrimenti la reazione è devastante. E lo è stata. Los Angeles conquista l'ottava vittoria consecutiva in trasferta proprio grazie al miglior LeBron della stagione: 34 punti e 6 triple mettono a tacere anche i 25 del greco dei Bucks.

Tra i risultati delle partite di NBA giocate nella notte tra il 21 e 22 gennaio c'è anche un po' d'Italia che finisce sotto i riflettori. Nico Mannion, autore di una grande giocata contro i Knicks di New York. Peccato che la soddisfazione personale sia stata in parte smorzata dalla sconfitta del Golden State, su cui ha pesato (anche) l'espulsione di Draymond Green.

LeBron batte Antetokounmpo, filotto Lakers

Ottovolante. C'è salita Los Angeles infilando una serie di successi in trasferta e allungando l'imbattibilità in terra ‘nemica'. La vittoria contro Milwaukee (106-113) fa da prologo a una serie di sette incontri tutti da giocare lontano dallo Staples Center. Due i protagonisti dell'incontro: da un lato Giannis Antetokounmpo, dall'altro LeBron James. The King ha sfoderato una grande prova e vinto il duello con l'avversario: 34 punti, 6 rimbalzi, 8 assist completati con 13/25 dal campo e 6/10 dalla lunga distanza. Così convinto della propria forza da esultare per una tripla prima ancora che la palla centri la retina. Il greco non riuscirà a far meglio (25 punti, 12 rimbalzi ma anche 9 palle perse) e proverà a fermarlo (anche) con le maniere forti. Ma sarà inutile.

Nico Mannion, un lampo nel buio dei Warriors

La caduta dei Golden State in casa contro New York fa rumore (104-119) e conferma la sensazione sui Warriors, incapaci di dare maggiore continuità al rendimento: scintillanti contro Lakers e Spurs, non altrettanto brillanti contro i Knicks. Che succede? Una risposta la dà il nervosismo di Draymond Green al quale viene fischiato il secondo fallo tecnico nel secondo quarto e la prende male: lui protesta, l'arbitro lo manda sotto la doccia. Senza di lui in campo San Francisco perde gran parte del proprio potenziale. Curry fa quel che può (30 punti, 9/19 al tiro, 5/14 da tre) ma non basta e coach Kerr cerca ‘aiuto' nell'italiano Nico Mannion: 4 assist, di cui uno che ha riscosso consensi per l'esecuzione tecnica e la precisione, ma un solo punto a referto e due triple andate male.