I Los Angeles Lakers sono i campioni della stagione NBA 2019/2020 dopo aver battuto i Miami Heat in gara 6 delle Finals, con il punteggio di 93-106. Per i Lakers si tratta del 17° titolo nella storia della franchigia, a dieci anni dall'ultimo successo, firmato Kobe Bryant. È a lui, leggenda dei Lakers e della palla a spicchi, che la squadra ha dedicato di fatto tutta la stagione, culminata con il trionfo, dopo l'incidente mortale costato la vita a lui, alla figlia Gianna e ad altre sette persone nello scorso mese di gennaio.

Mancava solo la ciliegina sulla torta, è stata messa a corredo di una stagione esaltante, lunga, stressante, scandita dall'incertezza per il virus e la ricaduta sulla vita real, caratterizzata dalla clausura nella bolla di Disneyland. Non c'era altro modo per terminare la stagione. Non c'era altro sistema perché lo spettacolo andasse avanti. E spettacolo è stato anche all'ultima gara del torneo. I Lakers l'hanno dominata, imponendo a Miami il distacco decisivo nel secondo quarto: 36-16 e per gli Heat è notte fonda. Los Angeles si limita a controllare la sfida fino al suono della sirena che dà inizio alla festa.

Nel nome di Kobe arriva il trionfo di LeBron James, per la prima volta in tripla doppia in queste Finals (28 punti, 14 rimbalzi, 10 assist) e nominato MVP: è il quarto anello in carriera conquistato con tre franchigie diverse. Sugli scudi nella prova più importante dell'anno è andato anche Anthony Davis, decisivo di nuovo in difesa (19 punti, 15 rimbalzi, 2 stoppate) e al suo primo titolo della carriera.

Il racconto della serie finale: Los Angeles Lakers-Miami Heat 4-2

Gara 1, 116-98 – Troppo forte LeBron e compagni per Miami, asfaltata nel primo match della serie finale. Per la squadra di Los Angeles nella sfida d’esordio delle finali NBA non c'è stata storia: Miami dura meno di 10 minuti, poi ci pensano LeBron James e Anthony Davis a spazzare via dal campo gli Heat che non riescono a reagire anche per una serie importante di infortuni e costretti a rinunciare nella ripresa anche a Goran Dragic e Bam Adebayo. A fare la differenza è l'approccio in gara 1, con i Lakers che segnano 11 triple su 17 tentativi prima dell’intervallo lungo, conquistando così 17 lunghezze di margine diventate poi anche 30 nella ripresa.

Gara 2, 124-114 –  Non c'è gara nemmeno nel secondo match della serie con Los Angeles che scende sul parquet ancora più convinta delle proprie qualità. LeBron James (con 33 punti, 9 rimbalzi e 9 assist) e Anthony Davis (con 32 punti e 14 rimbalzi) dominano per la seconda volta sotto i tabelloni. Agli Heat (che devono rinunciare a Dragic e Adebayo per infortunio) non basta un ispirato Jimmy Butler (25 punti, 13 assist e 8 rimbalzi) per evitare il secondo consecutivo capitombolo.

Gara 3, 104-115 –  Miami rialza la testa e si impone sui Lakers allungando la serie finale a gara 4. Gli Heat restano in vita nella serie con Los Angeles grazie al grande Jimmy Butler, trascinatore con una prestazione epica: 40 punti, con il 70 per cento al tiro, 14 su 20 da 2 e 12 su 14 ai tiri liberi, più 11 rimbalzi, 13 assist e due stoppate in 45 minuti. E' nella storia della Nba, terzo giocatore di sempre a fare almeno 40 punti e tripla doppia in finale, dopo LeBron nel 2015 e Jerry West nel '69.

Gara 4, 102-96 –  Ulteriore tassello dei Lakers per l'assegnazione dell'anello 2020, vincendo meritatamente anche gara 4 e portandosi ad una sola partita dalla vittoria. Forse la più tirata della serie, certamente la più combattuta e affascinante, con i Lakers che vincono nell’ultimo quarto grazie alla difesa e al maggiore talento. Miami si batte fino alla fine. LeBron James sfiora la tripla doppia, ma è Anthony Davis il vero protagonista che chiude il match con la tripla del +9 nell’ultimo minuto.

Gara 5, 111-108 – Trascinati Da Butler in serata di grazia (35 punti, 12 rimbazi, 11 assist) gli Heat allungano la serie e portano la sfida alla sesta gara in virtù della vittoria per 111-108 al termine di una partita mozzafiato, vietata ai deboli di cuore, decisa nel finale da un errore di Green e dai liberi di Herro. Ai Lakers non bastano i 40 punti del ‘solito' LeBron.

James-Davis come Kobe-O'Neal nel segno dei Lakers

Con il successo in Gara 5 e il 17° titolo, Los Angeles diventa la più titolata franchigia di sempre nell'NBA, eguagliando il record dei Boston Celtics che lo raggiunsero nel 2018/2019. E come sempre, sulla scia del trionfo si è tornati anche a parlare di chi possa essere indicato come il ‘GOAT' di sempre, un acronimo che significa il ‘migliore di tutti i tempi', il Greatest of all time. Kobe? O'Neal? Davis? James? Più che sui singoli – scelta impossibile – ci si converte al duo vincente e davanti al'exploit della coppia James-Davis il paragone con Kobe e Shaquille arriva naturale.

Michael Jordan ha espresso senza dubbi la propria scelta: "Hanno formato la coppia di giocatori più forte che abbia mai visto in azione da quando sono nato". Riferendosi ovviamente a Kobe e Shaq. Ma è pur vero che se dopo 10 anni i Lakers sono tornati a primeggiare lo devono anche alla coppia James-Davis devastante soprattutto nella serie finale contro Miami. Più forte o alla pari di Kobe e O'Neal lo dirà il tempo, certamente, altrettanto vincente e decisiva e per riprendere le parole dello stesso Lebron: "Io e Davis siamo una coppia perfetta: non siamo gelosi l'uno dell'altro ed è per questo che funzioniamo al meglio".