Sergio "El Chacho" Rodriguez (Olimpia Milano Twitter)
in foto: Sergio "El Chacho" Rodriguez (Olimpia Milano Twitter)

Mai dare per finita una squadra allenata da Andrea Trinchieri. L'Olimpia cede in maniera molto più netta di quanto non dica il punteggio finale (85-79) contro il Bayern Monaco, che domina gara 3 dei quarti di finali di Eurolega e allunga la serie almeno fino al quarto appuntamento.

Come il Bayern ha vinto Gara 3

I tedeschi hanno giocato dal primo all'ultimo minuto una partita trovando quella asfissiante intensità fisica in difesa mai mostrata nei primi due incontri e trovando un Vladimir Lucic che entra ufficialmente nella serie giocando una partita totale in fase realizzativa, da vero leader. Il serbo classe 1989 è dominante e chiude con 27 punti, 7 rimbalzi, 4/5 da tre, ben 10 falli subiti e un clamoroso 35 di valutazione, riscattando alla grande le prime due partite decisamente sottotono.

Con i sorprendenti Leon Radosevic e Diego Flaccadori Trinchieri trova sin da subito grande energia e agonismo e parte nel migliore dei modi con un parziale di 7-0 ad aprire la gara e lanciare subito un segnale ai meneghini, che pur trovando la forza di reagire coi canestri di Malcolm Delaney e Sergio Rodriguez che propiziano il 9-2 che pareggia i conti, subiscono la maggior verve dei bavaresi che prima reagiscono con un contro-break di 14-0 (chiudendo il primo quarto sul 23-9), poi dopo un secondo quarto in equilibrio prendono definitivamente il largo nel terzo quarto, quando le disattenzioni difensive di Micov (stasera non pervenuto) su tutti vengono sistematicamente punite dai canestri di Wade Baldwin e di un Jajuan Johnson fisicamente in serata di grazia.

Bayern Monaco – Milano 85-79

Un paio di gravi rientri particolarmente pigri in transizione dell'Olimpia lasciano praterie al Bayern, l'emorragia non si ferma (il primo canestro degli ospiti arriva dopo 5 minuti del terzo quarto) e ancora ispirati da Baldwin e Johnson e cavalcando definitivamente la vena offensiva di Lucic i tedeschi toccano il massimo vantaggio arrivando al +18, che salvo gli ultimi minuti di rientro di pura foga di Milano, tenuta a galla dal solito Delaney,  è sufficiente a portare a casa la vittoria, nonostante una seconda metà di ultimo quarto giocata con un quintetto "sperimentale" dei bavaresi con Lucic da guardia e Zipser da ala piccola da cui il Chacho e compagni non riescono a trarre vantaggio. Anzi, è proprio col quintetto alto che il Bayern non si volta più. Sisko controlla da vero playmaker ritmo e possessi e tiene gli ospiti a distanza di sicurezza.

Milano termina una gara da dimenticare con 9/26 al tiro da tre, perde nettamente la sfida a rimbalzo, vera chiave dello scontro, e finisce con appena 11 assist di squadra, a testimonianza di come Trinchieri sia riuscito, alzando e di molto l'intensità difensiva dei suoi, a mettere tanta ruggine nei meccanismi offensivi Olimpia, che a questo punto attende venerdì 30 aprile per chiudere la pratica e non trascinare questa serie fino a gara 5, partita da evitare vista la differenza tra le due squadre e l'enorme pressione che a quel punto graverebbe su un'Olimpia troppo più favorita per permettersi ulteriori cali di tensione. Ettore Messina dovrà prima di tutto lavorare sulla concentrazione dei suoi, che hanno visto il Bayern costruire il vantaggio su un primo e un terzo quarto di totale pigrizia (punito con un doppio parziale di 14-0) di una Milano troppo brutta per essere vera.

E se il primo strappo tedesco subito recuperato rende ancor più evidente il tasso tecnico palesemente a favore dell'Armani, le motivazioni questa sera sono sembrate nettamente propendere verso i bavaresi che spalle al muro e dopo una settimana fatta da 2 sconfitte in Eurolega e un roboante -38 subito in campionato dall'Alba Berlino, hanno giocato una gara perfetta. L'Olimpia, a vedere il bicchiere mezzo pieno, è comunque rimasta in partita chiudendo con "soli" 6 punti di scarto e ha dimostrato, in almeno un paio di occasioni, di avere troppe più armi per girare l'inerzia del match dalla sua parte. Semplicemente, questa sera Rodriguez e Delaney non hanno ricevuto supporto dal resto del gruppo. Festa rimandata quindi per tutti i tifosi Olimpia, che stavano già pregustando le prime Final Four dopo 29 anni.