Tre pugni al volto, poi l’ultimo colpo a terra: il combattimento di judo finisce in una rissa

Immagine
Akaki Japaridze prende malissimo il gesto dell’avversario, Timo Cavelius, dopo la vittoria e reagisce con violenza. Mandibola fratturata e due denti persi: “Ero sotto shock. Anche se a terra, ha continuato a colpirmi”.

Akaki Japaridze ha avuto un raptus di follia e una reazione così violenta da non trovare alcuna giustificazione nella presunta provocazione dell'avversario. In un attimo rispetto, disciplina e autocontrollo che caratterizzano la disciplina del judo sono stati spazzati via dalla rabbia incontenibile del georgiano. Ha sferrato tre cazzotti al volto, l'ultimo quando il tedesco Timo Cavelius era già a terra, provocando frattura doppia della mandibola e facendogli saltare un paio di denti. Inevitabile il ricorso alla chirurgia per ricomporre le lesioni. L'episodio è successo a Lipsia (in Germania) al termine di un incontro della categoria 90 kg tra JL Leipzig e TSV Abensberg campioni in carica: il tatami s'è trasformato nel teatro di una rissa. "Non riesco a spiegarlo. Ero sotto shock. Anche se a terra, ha continuato a colpirmi", le parole di Cavelius dopo l'operazione..

L'aggressione dopo il combattimento

Come mai tanta foga? Non a causa dell'importanza dell'incontro, che non era decisivo per il risultato della sfida, ma per un gesto. La squadra di casa, il Lipsia, aveva già acquisito un buon vantaggio ed era certa del successo ma Cavelius ha deciso di festeggiare la vittoria del proprio combattimento alzando le braccia e serrando i pugni. Un comportamento che Japaridze ha preso malissimo: prima ha manifestato insofferenza poi ha deciso di farsi giustizia. Per il georgiano quella era stata una condotta inaccettabile, è stato allora che la situazione è precipitata.

Japaridze s'è avventato su Cavelius, lo ha atterrato e colpito in pieno viso: la combinazione destro-sinistro-destro è stata velocissima e violenta. Solo l'intervento di altri judoka ha evitato conseguenze peggiori. La corsa in ospedale e l'operazione d'urgenza hanno scandito i momenti immediatamente successivi all'aggressione subita dal tedesco che è una delle colonne della nazionale e adesso vede anche compromessa parte della preparazione verso i prossimi Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

La nota del Lipsia: "La violenza non ha spazio nel nostro sport"

"Il georgiano ha perso il controllo – ha dichiarato l'allenatore del TSV Abensberg -. Quanto accaduto ha nulla a che vedere con i nostri due club, che hanno un ottimo rapporto". Da parte sua, il Lipsia ha risposto con un comunicato molto duro: "La violenza non ha posto nel nostro sport. Come judoka, siamo sinonimo di tolleranza, correttezza e rispetto reciproco". A Lipsia quel confine è stato oltrepassato dopo il gong.

Immagine

Cosa rischia Japaridze: una squalifica a vita

Akaki Japaridze è stato già squalificato ed è tornato in patria, ma la vicenda dal punto di vista disciplinare non è ancora chiusa. Rischia sanzioni molto pesanti e forse anche una squalifica a vita, oltre a dover rispondere penalmente dell'aggressione fisica. Anche il suo club potrebbe essere penalizzato.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views