“Spara” all’avversario, Masalela squalificato e scoppia la polemica: Lyles e Tebogo mai puniti

Tshepiso Masalela ha dovuto masticare amaro subito dopo aver vinto i 1.500 metri e aver migliorato il record nazionale del Botswana nel corso della Coppa Copernico di Torun, uno tra i meeting internazionali di atletica leggera più importanti al mondo. L'atleta botswano si è reso infatti reso complice di un gesto antisportivo, incorrendo in una squalifica immediata dopo aver fatto il cenno della pistola con le dita nei confronti del suo avversario, il francese Habz, secondo al traguardo, fingendo uno "sparo". Non senza polemiche, con chi l'ha difeso citando altre esultanze simili come per Lyles o Tebogo, sempre "assolti" perché più famosi.
L'esultanza antisportiva di Masalela: il gesto dello "sparo"
Un'esultanza fuori luogo e decisamente contraria a qualsiasi standard legato allo spirito sportivo che dovrebbe sempre animare gli atleti soprattutto nel momento più alto, la vittoria. Invece, il già due volte medaglia d'oro in Diamond League a Rabat e Doha nel 2025, Tshepiso Masalela ha compiuto un gesto valutato quanto di più lontano dalla correttezza e lealtà verso un avversario e così ha visto andare in fumo una prestazione di rilievo. Il 27enne mezzofondista africano aveva appena conquistato il successo nei 1.500 con un tempo di assoluto rilievo, di 3:32.55, che gli era valso anche il record nazionale. Ma tutto è stato vanificato proprio sulla linea d'arrivo.
Masalela non ha avuto alcun problema a vincere la gara, gestendone gran parte dei giri sull'anello di Torum, fino ad allungare nel finale quando ha avuto la meglio sul francese Azeddine Habz. Poi, il gesto assurdo: il gesto della pistola, la "gun celebration" rivolta all'avversario che ha portato alla decisione della giuria, con conseguente squalifica per il botswano a favore del transalpino che è stato decretato vincitore.
La polemica: Lyles e Tebogo come Nasalela ma mai squalificati
Una situazione particolarmente anomala nel mondo dell'atletica leggera dove questa tipologia di decisioni sono molto rare, suscitando un turbinio di polemiche per quanto compiuto da Masalela. L'allenatrice del mezzo fondista ha presentato un reclamo immediato contro la squalifica, sostenendo che il gesto fosse una celebrazione abituale e non un atto di aggressione verso terzi, non venendo accolto. Per molti, la decisione finale è stata oltremodo severa confrontando il gesto di Masalela con l'esultanza di altri atleti tra cui campioni assoluti del calibro di Noah Lyles o di Letsile Tebogo che sono soliti a festeggiamenti simili, senza mai subire conseguenze così clamorose.
