Rugby, giovane 23enne muore dopo un collasso in campo in Francia: cinque decessi da inizio ottobre

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Con il decesso del giovane Axel, 24 anni, da inizio ottobre sono saliti a 6 le morti attorno al rugby internazionale. Colpita particolarmente la Francia, con la Federazione che si è mobilitata istituendo un’unità di supporto psicologico per i più giovani.

Continua il mese nero del rugby internazionale colpito ad ottobre da ben cinque decessi che hanno sconvolto l'ambiente internazionale e alzato la discussione attorno alla prevenzione e alle cause di questi eventi. L'ultima tragica notizia risale ad oggi, lunedì 26 ottobre 2026 con la conferma della morte di un giovanissimo rugbista amatoriale francese, di soli 23 anni tesserato presso l'Union Sportive Pays de Gex, nel dipartimento dell'Ain.

Un lutto che è giunto a pochissime ore da un altro dramma, consumatosi nel weekend appena concluso e che aveva coinvolto da vicino il rugby italiano con la morte di Luca Pilla, 43 anni, in un incidente stradale a Jucu, in Romania. Ora la conferma della scomparsa del giovane Axel, avvenuta in campo nella giornata di domenica 25 ottobre e poi ufficializzata nella mattinata di lunedì dal suo club di appartenenza, l'Union Sportive Pays de Gex.

L'improvviso collasso durante la partita: inutile la rianimazione in campo

Secondo le prime ricostruzioni, attraverso la raccolta delle testimonianze tra i presenti, il giovane non avrebbe subito alcun impatto violento o insolito prima di accasciarsi a terra al termine della partita. Il tutto mentre la gara della squadra riserve in Regional 1, volgeva al termine allo stadio Chauvilly. Il giovane è improvvisamente crollato sul campo, collassando e a nulla sono valsi i primi, immediati soccorsi, compresa la rianimazione cardiopolmonare. Poi, trasportato d'urgenza in ospedale a Ginevra, Axel è deceduto poco dopo vanificando ogni ulteriore intervento.

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Il Comunicato dell'Union Sportive Pays de Gex sulla morte del giovane Axel

Rugby nel dramma: i decessi da inizio ottobre ad oggi

Una morte inspiegabile e improvvisa che si aggiunge alle precedenti che stanno mettendo a dura prova il mondo rugbistico internazionale. Nel weekend la tragica scomparsa dell'italiano Luca Pilla, un paio di giorni prima quella di un'altra giovanissima francese, la diciassettenne Cela durante una partita di rugby Under 19 tra Marmande e Agen-Colayrac, dopo aver ricevuto un durissimo placcaggio e un violento trauma cranico.

Solo il 16 ottobre scorso era stata confermata invece la morte di un professionista sudafricano, Hyron Andrews, dei Johannesburg Lions che si trovava in Francia per il debutto in Champions Cup contro il La Rochelle. Era stato trovato senza vita in doccia con l'autopsia che ha confermato cause naturali del decesso avvenuto per una dissezione aortica. Prima di Andrews, era morto anche Jack Davies, 24enne gallese che giocava in seconda divisione, crollato anche lui, come Axel, in campo durante un match senza aver subito alcun contatto di gioco.

Il mondo del rugby sotto shock: si mobilita anche la FFR

Tutti drammi che hanno aperto il dibattito soprattutto sulla difficile gestione di uno sport fisico a discapito di molti giovani che ne subiscono le peggiori conseguenze. Una profonda analisi sviluppatasi prevalentemente in Francia, da sempre patria di questa disciplina e ultimamente martoriata da queste tragedie e dove, per amplificare un confronto terapeutico e costruttivo, di fronte all'ultimo decesso la stessa Federazione Francese di Rugby (FFR) si è immediatamente mobilitata per sostenere compagni e giocatori, istituendo un'unità di supporto psicologico per chiunque ne abbia bisogno.

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