Myriam Sylla e i soldi in Turchia: “Io ho 30 anni e le ginocchia messe male. La gente non capisce”

Myriam Sylla è una delle pallavoliste più vincenti della storia del volley femminile, avendo vinto tutto o quasi a livello di club e Nazionale italiana. E' anche tra le poche atlete ad aver completato il cosiddetto "Career Slam" con almeno una vittoria in tutti i principali titoli internazionali e nazionali, tra le protagoniste assolute dell'ultimo exploit nell'Italvolley di Velasco con cui ha conquistato nel giro di pochi mesi l'oro a Parigi 2024, la Nations League e i Mondiali nel 2025. Ora però, ha deciso di non continuare la carriera in Italia preferendo la Turchia e i soldi offerti per vestire la casacca del Galatasaray, anche a costo di ricevere insulti per una scelta che la stessa Sylla non nasconde aver avuto anche un fondamento economico: "La gente fa fatica a capire. Io ho 30 anni, fisicamente sto accusando e voglio farmi una famiglia. A certe occasioni non si può dire di no".
Myrian Sylla e l'offerta irrinunciabile del Galatasaray: "Molte cose non si sanno, certe proposte non puoi rifiutarle"
Myriam Sylla al Galatasaray ha firmato l'estate scorsa un contratto biennale con il Galatasaray, uno dei principali club del massimo campionato di volley turco, con un ingaggio importante: circa 600.000 euro netti a stagione, praticamente tre volte tanto di ciò che percepiva in Italia, dove a Conegliano prima e a Milano poi per giocare in A1 arrivava attorno ai 200 mila euro.
Un'offerta che ha frantumato le ultime resistenze, con Sylla che alla soglia dei 30 anni ha fatto la scelta ritenuta più opportuna per la sua vita personale e professionale: "Molti mi scrivono tanti messaggi e mi seguono ma altri ti insultano e ti danno della mercenaria per le scelte che fai. Tantissimi però non capiscono" spiega sul podcast dl Alessandro Cattelan, "Comunque si tratta pur sempre di un lavoro e lo si fa anche per i soldi. Io ho 30 anni e sono più vicina alla fine che alla fine di carriera. Ho intenzione di avere famiglia dei figli e devo pensare al mio futuro: se continuo ancora a lungo quando li farò? Uno non ci può pensare due volte… ho anche una famiglia cui dare una mano, anche a livello economic0. Ci sono moltissime cose che la gente non sa"
Sylla e le accuse per aver abbandonato l'Italia per soldi: "Ho oramai 30 anni e fisicamente sono anche messa male…"
Motivazione di puro realismo, che hanno fatto scattare la molla finale, insieme anche alla consapevolezza di aver già toccato l'acme personale sia sportivo che fisico: "Io mi ritrovo senza cartilagine, alle ginocchia probabilmente dovrò mettere delle protesi, ho problemi alle anche… non si può andare avanti pe sempre, certe occasioni devono essere valutate e prese".

Senza dimenticare, anche l'aspetto agonistico perché ad oggi la Turchia compete con l'Italia a livello top nel volley femminile: "In Turchia oggi sono molto più disposti a investire sui giocatori rispetto all'Italia, dove si trovano i giocatori senza problemi perché si sa che c'è un campionato forte a prescindere. Ma anche loro sono di livello, non a caso in finale abbiamo proprio battuto loro e vivere il volley in Turchia è speciale: per passione, entusiasmo, senso di appartenenza e tifo è quasi a livello del calcio. Non mi aspettavo l'accoglienza che mi hanno riservato. In società mi trattano benissimo, mi sento una vera regina".
Il lato oscuro di Myriam Sylla: "Mi stavo consumando, mi dicevano che fossi tossica. Dovevo tagliare certi rapporti"
Una regina che ha fatto anche una scelta scomoda, abbandonando sicurezze e certezze e uscendo dalla propria zona comfort per rimettersi in gioco: "Mi stavo consumando a livello di testa qui in Italia, era giusto chiudere un capitolo e aprirne un altro. Avevo bisogno di una pagina nuova e bianca, dove ripartire" confida ancora a Cattelan.

"Mi sono persa prima del Mondiale, quando ho avuto un periodo un po' difficile, sia a livello personale sia professionale: non era tutto perfetto, lo facevo funzionare, provando a tirare fuori il meglio. Ho dovuto rimettere tutto su nuovi binari e ricominciare. A volte tagliare il cordone va fatto perché non mi piacevo più nemmeno io, non mi riconoscevo in alcune situazioni. Mi è stato detto anche di essere una persona tossica, una giocatrice tossica… ma io non mi sento né mi vedo sotto questo aspetto: anzi, mi ritengo una persona e una atleta lontanissima da questa definizione. Ma non sai mai come ti percepiscono gli altri".
Sylla e il futuro nel volley: "Nessuna pancia piena. Cosa voglio oggi per me? Solo una cosa: vincere"
Ora in Turchia con la maglia del Galatasaray, Miriam Sylla è comunque pronta a continuare sulla falsa riga vissuta in Italia, a inseguire nuove vittorie. "Siamo state sicuramente per i risultati la migliore generazione di sempre del volley femminile. Io mi sento davvero completa, ora, e felice ma non sono sicuramente sazia. La pancia piena dura pochissimo. Poi arriverà di sicuro il momento di dire basta ma non è una cosa cui devo e voglio pensare adesso. Cosa voglio fare ora? Solo una cosa, vincere".