Leonardo Fabbri trionfa al Golden Gala e si sfoga: “Sono emotivo, non un debole. Troppe critiche brutte”

Leonardo Fabbri ha vinto la gara di getto del peso del Golden Gala, a Roma è stato tra i grandissimi protagonisti. Dopo aver vinto la tappa italiana della Diamond League il pesista azzurro si è tolto un po' di sassolini, anzi di massi dalla scarpa. Uno sfogo vero e proprio quello di Fabbri, che ha parlato di sé stesso nell'intervista Rai.
La vittoria di Fabbri al Golden Gala
Una splendida vittoria. Intanto perché se l'è goduta vincendo in casa, allo Stadio Olimpico di Roma, poi perché è arrivata con un 22.14 firmata al terzo tentativo mettendosi alle spalle gli americani Joe Kovacs (21.87) e Ryan Crouser (21.50) e neozelandese Tom Walsh (21.49) e il giamaicano Rajindra Campbell (21.39). Quarta affermazione in carriera al Golden Gala e il quarto in Diamond League, risultato che gli potrà dare slancio anche verso gli Europei di agosto.
"Che tutti vadano a quel paese"
Una volta ottenuta la certezza della vittoria, Fabbri ha espresso la propria gioia parlando con la Rai. Ma nell'intervista rilasciata a Elisabetta Caporale ha attaccato chi lo ha criticato: "Il mio valore è questo: sono uno emotivo, ma non un debole. Gareggio per avere emozioni e dare emozioni ai bambini e alle persone che vengono a vedere le gare, è brutto vedersi criticati per una gara sbagliata. Tutto è iniziato a Parigi mi sono detto che sono meglio di quello che ho dimostrato, me ne devo fregare di gare brutte e sbagliate. Non devo niente a nessuno, ho sempre dato il massimo, sono un essere umano e a volte capita di non essere perfetti, poi il getto del peso è un po’ così. Anche oggi ho fatto un lancio sopra i 22 metri, ma il secondo migliore era 21.79. Forse valevo qualcosa in più, ma accontentiamoci e che tutti vadano a quel paese“.
Fabbri: "Devo credere di più in me stesso"
Successivamente parlando con i canali ufficiali della federazione ha parlato solo degli aspetti positivi della vittoria: "Nella vita bisogna anche sapersi dire: invece di stare sempre nel mood super serio, ogni tanto bisogna anche divertirsi. E a quanto pare ha funzionato. Magari andrebbe fatto più spesso. Lo so che c’è questa ossessione del significato del progetto, ma per me ha un significato bellissimo: non tanto per i 22 metri, quanto per le emozioni che ho provato. Io alla fine so che quando vado in gara e mi diverto, posso battere chiunque. Però devo imparare a credere di più in me stesso, perché spesso mi sottovaluto. Il mio valore però è questo. Spero che sia la volta buona per mettermi in testa che sono uno dei migliori al mondo”.