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Olimpiadi Tokyo 2020
7 Agosto 2021
8:32

Jacobs sbattuto in prima pagina in Inghilterra: trascinato in un caso di “traffico di anabolizzanti”

Più Marcell Jacobs vince, più dall’estero alimentano ombre e sospetti sul suo percorso sportivo, giunto alla ribalta globale durante queste Olimpiadi. L’atleta azzurro è finito sulla prima pagina sportiva del The Times per i legami con il suo vecchio nutrizionista, indagato per una vicenda di “traffico di steroidi anabolizzanti”.
A cura di Redazione Sport
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Olimpiadi Tokyo 2020

Nei giorni in cui il mondo scopre il talento e la potenza di Marcell Jacobs, c'è chi non riesce a spiegarsi l'improvvisa ascesa del velocista che ha dominato la scena alle Olimpiadi di Tokyo vincendo, nel giro di pochi giorni, la medaglia d'oro nei 100 metri e nella staffetta 4×100. Era già successo dopo il trionfo di domenica nella gara simbolo dei giochi. Oltre le banali ironie su una vittoria quasi impronosticabile, in quella che è stata definita la "finale di Google", su Jacobs sono sono piombate allusioni e accuse più o meno velate. La rapida scalata verso l'olimpico è stata vivisezionata da diversi giornalisti stranieri, prevalentemente in Inghilterra, con sospetti prontamente rispediti al mittente da chi conosce quanto lavoro ci sia dietro l'esplosione di Marcell. E sempre dalla terra d'Albione, all'indomani dell'oro conquistato dalla 4×100 azzurra, giunge un nuovo attacco indiretto alla credibilità di Jacobs.

"La polizia indaga sul nutrizionista della stella dei 100 metri": è il titolo che il The Times ha scelto per il taglio basso della prima pagina sportiva. La stella dei 100 metri è evidentemente Marcell Jacobs, tirato in ballo per il rapporto con Giacomo Spazzini, ex nutrizionista del campione olimpico indagato dalla polizia per "traffico di steroidi anabolizzanti".

Giacomo Spazzini, titolare della GS Loft, si è preso una parte dei meriti per la vittoria di Jacobs nei 100 metri in un lungo post condiviso su Instagram nei giorni scorsi. "Da quando abbiamo iniziato insieme tutto è cambiato – si legge nel testo che accompagna un video con Spazzini e Jacobs –. Il suo corpo ha iniziato a reagire alla corretta alimentazione con Hybrid Method, il metodo che ho costruito anni fa e che costantemente innoviamo […]. Abbiamo lavorato con la ciclizzazione dei nutrienti, con il monitoraggio dei dati e delle analisi, test in pista, con feedback costanti e in tutto questo gli abbiamo insegnato il potere che la disciplina può dare in termini di risultati. Sono davvero fiero ed orgoglioso di avere fatto parte con la mia azienda a questa trasformazione".

La collaborazione tra Jacobs e Spazzini si è però interrotta lo scorso marzo, non appena si è avuta la notizia dell'indagine avviata sul sedicente nutrizionista: secondo quanto riportato dal The Times, infatti, Spazzini non avrebbe neanche i titoli per esercitare la professione. L'agente di Marcell, Marcello Magnani, ha sottolineato la totale estraneità alla vicenda da parte del suo assistito: "L'indagine non ha mai toccato Marcell e quindi non abbiamo informazioni a riguardo. La questione dell'uso di prodotti dopanti da parte di Marcell è folle".

Ma resta la pesantezza del clima che si respira attorno a Marcell Jacobs su scena internazionale. Sempre sulle pagine del The Times, si sottolinea come l'atleta azzurro, prima delle Olimpiadi, non sia stato considerato meritevole di essere inserito nell'AIU (Athletics Integrity Unit), programma anti-doping interno alla IAAF che si concentra sugli atleti top per ogni specialità. Una circostanza che non ha sottratto Jacobs ai controlli anti-doping prima e durante i Giochi, come garantito dalla Nado, l'agenzia anti-doping italiana, alla stessa IAAF.

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