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Olimpiadi Tokyo 2020
29 Luglio 2021
9:00

Gianmarco Tamberi a Tokyo dopo l’infortunio del 2016, il re del salto in alto in cerca di rivincite

Cinque anni fa, a poche settimane dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, Gimbo Tamberi prima salta a 2,39 e fa il nuovo record italiano poi si infortuna, dicendo addio al sogno olimpico. Oggi non è in condizione come nel 2016, ma cercherà in tutti i modi di dire la sua e concludere con una medaglia il percorso del suo sogno.
A cura di Jvan Sica
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Olimpiadi Tokyo 2020

Ancora Montecarlo, ancora la pedana dello Stadio Louis II ha fatto innervosire e quasi piangere Gianmarco Tamberi. La prima volta la ricordiamo tutti. Il 15 luglio 2016 tutti seguono la gara di Tamberi che sale in alto come non aveva mai fatto. È così in forma a pochi giorni dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro che vola letteralmente a 2,39, nuovo record italiano, battendo il suo precedente limite. È una misura che fa paura a tutti in ottica olimpica ma Tamberi vuole fare di più, andare oltre il record stagionale di Mutaz Essa Barshim, così da arrivare da capobranco sulla pedana dello Stadio Olimpico di Rio. Fa alzare l’asticella a 2,41, il primo salto è sbagliato, nel secondo la caviglia fa un movimento stranissimo, sembra quasi staccarsi dal resto del piede. Il movimento è così forte che anche la scarpa si rompe.

Il terribile infortunio prima di Rio

Purtroppo le immagini e la faccia di Tamberi non lasciano dubbi: uno dei favoriti, se non il favorito numero uno per le Olimpiadi di Rio nel salto in alto (vincerà il canadese Derek Drouin in 2,38) deve dire addio. Dall’istante preciso in cui Gimbo Tamberi ha saputo che non avrebbe potuto partecipare alle Olimpiadi di Rio, ha detto una e una sola cosa: "La mia occasione ci sarà e sarà a Tokyo nel 2020".

La rivincita di Tamberi alle Olimpiadi di Tokyo 2021

Ha dovuto non solo attendere un quadriennio, ma anche un altro anno per colpa della pandemia. Per fortuna quel momento è arrivato, ma le condizioni non sono quelle del 2016. Ai Campionati europei indoor a marzo fa una buona gara, terminando secondo con 2,35 dietro all’enigmatico bielorusso Maksim Nedasekaŭ. All’aperto il mese di giugno è ottimo, con un bel 2,33 a Firenze. Sembrava che tutto stesse procedendo come doveva, secondo uno sviluppo molto simile al 2016 e invece sono iniziati i problemi, proprio a poche settimane dai Giochi Olimpici.

Prima un 2.24 a Leverkusen, nel True Athletes Classics, che gli fa dire pubblicamente: "Per la seconda volta nel giro di tre gare ho saltato lontanissimo da quello che pensavo di poter fare (il riferimento è al 2,20 del 6 giugno a Hengelo). Evidentemente qualcosa non sta funzionando e bisogna assolutamente capirlo molto presto perché le Olimpiadi sono tra un mese esatto. Mai avrei voluto trovarmi a saltare queste misure a 30 giorni da Tokyo".

Nella gara successiva a Szekesfehervar, in Ungheria, sale a 2,30, ha migliori sensazioni, ma comunque dice: "Purtroppo in questo momento più vado veloce nella rincorsa e meno salto, esattamente l’opposto di quello che accade quando sto bene. E questo è un enorme problema perché io sono un saltatore che ha bisogno di velocità. Gli altri ovviamente non stanno né a guardare né ad aspettare me, e saltano. Quindi devo assolutamente risolvere questo ‘casino’ e ho un’ultima possibilità per riuscirci. Mai mi sarei aspettato di arrivare in questa condizione ad una gara dalle Olimpiadi. Niente è ancora perduto ovviamente e non mi arrenderò fino all’ultimo salto, ma di certo non sono contento di come stanno andando le cose".

Metterci la faccia (e metà barba)

L’ultimo giro prima di Tokyo è proprio quello di Montecarlo. Si ferma solo a 2,25 e stavolta non dice molto, è la sua faccia quasi piangente a parlare. Gimbo Tamberi però non molla e ci mette sempre la faccia, anche con la sua barba a metà. Prima di partire per Tokyo non si strugge sui risultati che non arrivano ma fa una proposta di matrimonio in diretta social alla sua fidanzata Chiara Bontempi ed è il primo dei 76 qualificati per l’atletica leggera a volare a Tokyo. Gimbo vuole ambientarsi, crescere in condizione e mettere a posto quelle cose tecniche che lo fanno arrabbiare. Questa volta alle Olimpiadi lui c’è, magari non arriva da super favorito come poteva essere nel 2016, ma Gimbo c’è. E tutti se ne accorgeranno.

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