Gianluca Galassi e la scoperta del tumore: “Un mese fa ho iniziato a sentire un fastidio mai provato”

Gianluca Galassi si è tenuto tutto dentro, solo i suoi affetti più stretti erano a conoscenza della diagnosi di tumore al testicolo che lo ha portato all'operazione cui si è sottoposto all'inizio di quest'anno. Solo in quel momento, il 28enne pallavolista di Piacenza ha informato tutti di quello che gli era successo, pubblicando un post su Instagram che lo ritraeva nel letto d'ospedale dopo l'intervento e spiegando che adesso dovrà "fare delle analisi e dei controlli per capire effettivamente quanto saranno i tempi di recupero, per tornare il prima possibile a giocare". È stata una mazzata per il due volte campione del mondo con l'Italia, che ora racconta come ha scoperto la malattia e quanto sia subdola: "Questo tipo di tumore è un po' stronzo: ho avuto questo fastidio per tre-quattro giorni, poi per due settimane niente più. Sotto Natale, ecco tornare il fastidio".
Gianluca Galassi racconta come ha scoperto il tumore al testicolo: "Una sensazione di pesantezza"
"Un mesetto fa ho iniziato a sentire un fastidio mai provato in vita mia – è l'incipit del racconto di Galassi – Un fastidio leggero, una sensazione di pesantezza di cui ho parlato subito con il fisioterapista e il dottore. Purtroppo eravamo una settimana fuori tra Latina e Cagliari, e quando siamo tornati a Piacenza l'ecografia ha scoperto che ci poteva essere qualcosa. Mi sono sottoposto alle analisi e a una visita con un urologo, Gennaro Musi: devo ringraziare Piacenza, il mio club, per tutto quel che mi ha dato in questi anni, non solo dal punto di vista medico".
Il campione del mondo con l'Italvolley è fiducioso: "Questo tipo di tumore ha il tasso di guarigione del 99,9%"
Il centrale azzurro non nasconde l'angoscia di fronte all'ignoto, alcune cose non le ha volute sapere: "Quando entri nel mondo della medicina vieni bombardato da numeri – spiega a ‘Repubblica' – Il primo che mi hanno citato è 99,9%: anche se fa paura, questo tipo di tumore ha questo tasso di guarigione. L'altro numero mi ha fatto meno piacere: era il 90% di probabilità che si trattasse di qualcosa di brutto, e il 10% invece che potessero essere solo delle cicatrici dovute a infezioni. Purtroppo ha vinto il 90%. Per la prima volta in vita mia ho subito un'operazione, a eseguirla lo stesso dottor Musi. Sono sincero, non mi sono voluto informare se mi dovrò sottoporre ad altre terapie. L'importante era l'intervento, che va fatto in tempi rapidi, così rapidi da permettermi di accedere al servizio nazionale: su un soggetto giovane prima si risolve meglio è".
Ai timori per il futuro si sono aggiunti i turbamenti per la scelta che ha sentito di dover fare: "Ho fatto finta di niente con tante persone che mi vogliono bene e hanno scoperto tutto sui social. Non so se è stata mancanza di coraggio, però penso al silenzio con Anzani nell'ultima partita con Modena, con Gargiulo, Bottolo e Balaso di Civitanova. Glielo volevo dire, davvero, ma non me la sono sentita. Quando ha saputo, Giannelli con cui sono cresciuto a Trento mi ha implorato: ‘Lo so che ti stanno arrivando 1000 messaggi, ma per favore fammi sapere. Abbiamo deciso con Piacenza di tenere la cosa non nascosta, ma riservata, e in Nazionale hanno saputo poco prima che uscisse il video. Sono rimasti scioccati, e mi sono vicini".