Dariya Derkach vola agli Europei, a 33 anni vince il primo oro nel triplo dopo tre operazioni
Il primo posto di Dariya Derkach nel salto triplo agli Europei di atletica di Birmingham vale molto più di una medaglia. È un successo costruito con sacrifici e attese, arrivato dopo un anno complicato in cui ha subito tre operazioni al tendine d'Achille. L'azzurra è salita sul gradino più alto del podio e stringe tra le mani una medaglia d'oro tanto attesa, il primo titolo europeo della sua vita arrivato a 33 anni. Ha chiuso la finale con una misura di 14,42 metri, sufficiente per mettersi alle spalle la belga Ilona Masson, seconda con 14,35, e la turca Tugba Danismaz, terza con 14,32. Il salto decisivo le ha regalato il primo titolo europeo all'aperto della carriera che si è trasformato in una delle medaglie più importanti mai conquistate dall'atletica italiana.
Il salto che ha dato l'oro a Derkach
Non è stato facile, perché Derkach ha affrontato una finale molto combattuta alla quale era arrivata come la migliore nella fase di qualificazione, seguita dall'altra azzurra Saraceni. La ventenne non è riuscita a giocarsela fino alla fine, ma l'Italia ha comunque potuto festeggiare grazie all'atleta di origini ucraine: il 14,42 che le è valso l'oro è arrivato dopo una stagione positiva dove aveva già dimostrato di poter lottare per qualcosa di importante in questi Europei. Ma forse non si aspettava che la prima medaglia d'oro europea potesse arrivare a 33 anni, con il miglior risultato personale. Derkach è tornata sul gradino più alto d'Europa nella notte di Birmingham, la più bella della sua carriera.
Il titolo dopo tre operazioni
Il miglior risultato europeo stagionale dell'azzurra non è un caso, ma dietro c'è una storia difficile che porta la storia su un piano completamente diverso. Derkach negli anni ha fatto fatica ad arrivare alle finali delle grandi manifestazioni e, a un passo dagli Europei, è stata costretta a restare ferma per un anno a causa dei problemi al tendine d'Achille: il 2025 è stato un incubo ed è tornata ad allenarsi senza dolore solo a febbraio 2026, provata da tutto quello che stava attraversando. Ha superato tutti i limiti ed è tornata ai massimi livelli, coronando il suo percorso con la medaglia d'oro che mancava nella sua carriera.