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28 Novembre 2021
12:22

“Aiutiamo Cazzaniga a ricominciare una nuova vita”: raccolta fondi per il pallavolista truffato

Roberto Cazzaniga è letteralmente rinato dopo che è stata smascherata la truffa della sedicente modella con cui riteneva di essere fidanzato da 15 anni. “Roberto sembra un’altra persona, erano anni che non si vedeva con papà e mamma”, dice il fratello.
A cura di Paolo Fiorenza
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"È come se fossi rinato", dice ora Roberto Cazzaniga, questo ragazzone di 42 anni – una vita dedicata alla pallavolo, con presenze anche nella Nazionale italiana ed un oro ai Giochi del Mediterraneo del 2009 – che è stato vittima per 15 anni di una crudele truffa orchestrata ai suoi danni da una donna che gli ha fatto credere di essere una supermodella brasiliana con le fattezze della top Alessandra Ambrosio. Per quanto la vicenda sembri assurda, Cazzaniga – oggi capitano della squadra di Gioia del Colle in Serie B – si considerava a tutti gli effetti fidanzato con una ragazza che per anni non ha mai incontrato di persona e della quale ha sentito solo la voce, oltre che riceverne le foto farlocche su set fotografici o backstage.

Il problema è che assieme a voce e foto sono arrivate anche le richieste continue di soldi, con le più improbabili delle scuse – ad aggiungere cattiveria a cattiveria – come motivazioni di salute che facevano preoccupare il giocatore milanese, visto che addirittura la sedicente Maya, così si faceva chiamare, aveva fatto credere di essersi sottoposta ad un'operazione al cuore. Già, Cazzaniga credeva davvero a tutto, e si era rifiutato anche di credere che fosse tutto finto, che Maya non fosse davvero la sua fidanzata da 15 anni ma un fantoccio al centro di una truffa. Così, visto che neanche l'esposto presentato mesi prima da un suo compagno di squadra di Castellana Grotte era riuscito a ‘risvegliare' Cazzaniga, Danilo Rinaldi – questo il nome dell'angelo che ha salvato Roberto – è passato ad una terapia d'urto ancora più forte, contattando Le Iene affinché si impegnassero per smascherare tutto.

"Il tempo passava e dalla Procura non c’erano riscontri così ho contattato Le Iene e in poco tempo sono riuscite a svelare la truffa – racconta il 30enne libero pugliese alla Gazzetta dello Sport, tornando poi indietro a quando lui e gli altri compagni hanno capito che più di una cosa non tornava – Quando mi sono reso conto del problema economico, del fatto che Roberto chiedesse soldi in prestito a tutti per mandarli a questa fantomatica Maya, mi sono preoccupato e ho contattato qualche ex compagno di squadra che mi ha messo al corrente della situazione. Oggi abbiamo una chat 10-15 giocatori che hanno condiviso esperienze sportive con Cazzaniga dove ci aggiorniamo sulla vicenda. Dopo di che ho parlato anche con il fratello Danilo e da lì mi sono convinto che dovevamo fare qualcosa".

Il sostegno dei compagni – prima di tutto amici veri – del pallavolista è andato oltre: lo stesso Rinaldi ha lanciato infatti una raccolta fondi per aiutare concretamente Cazzaniga, che a fronte di un esborso complessivo di 700mila euro sulla Postepay che credeva intestata alla fantomatica modella, oggi si trova indebitato di circa 60mila euro. La raccolta fondi lanciata sulla piattaforma Gofundme ha come obiettivo di raggiungere i 30mila euro ed ha già superato i 12mila, con tantissime donazioni, tra cui una anonima di 400 euro. "Ciao, mi chiamo Danilo Rinaldi, sono un amico ed ex compagno di squadra di Roberto Cazzaniga – si legge nella pagina – ho iniziato questa raccolta fondi con un obiettivo ben preciso: aiutare Roberto Cazzaniga a ricominciare una nuova vita, lontano da chi per 15 anni lo ha sfruttato senza alcuna pietà. Nel nostro piccolo, possiamo aiutare Roberto a riprendere la sua vita in mano e poter iniziare finalmente a scrivere il proprio futuro.Il ricavato della raccolta fondi verrà interamente donato al nostro campione".

Fortunatamente là fuori non c'è solo gente cattiva pronta ad approfittare delle debolezze degli altri: per Cazzaniga da oggi comincia una nuova vita. "Siamo sollevati. Roberto sembra un'altra persona – racconta ora il fratello Danilo – Ho l’impressione che si sia liberato di una ragnatela dentro la quale era avvolto. Era plagiato, manipolato da queste persone che lo tenevano anche lontano dai suoi genitori. Erano anni che non si vedeva con papà e mamma". E lo stesso giocatore ha voluto ringraziare tutti in un breve video postato sulla sua pagina Instagram: appare molto provato, ma chi non lo sarebbe al posto suo?

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