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Trent’anni di Un Posto al Sole: il miracolo della soap che la Rai si è dimenticata di festeggiare

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Trent’anni e oltre 7000 puntate: Un Posto al Sole è un fenomeno della TV italiana, ma la Rai dimentica di festeggiarlo. Manca l’omaggio che un pubblico così fedele avrebbe meritato.

Il 21 ottobre Un Posto al Sole compie trent'anni anni. Un traguardo notevole per un prodotto televisivo considerando che la sua durata, tendenzialmente, va di pari passo con il gradimento del pubblico. Tre decenni in cui i protagonisti della prima soap italiana, che non ha rivali in fatto di longevità, hanno accompagnato almeno due (se non tre) generazioni di telespettatori, affrontando tematiche di impatto sociale, raccontando i cambiamenti di una città, Napoli, ed evidenziandone luci e ombre. Tanti i volti che sono passati, tanti quelli che sono rimasti e sono diventati i pilastri della fiction. Eppure, nonostante l'anniversario così importante e i grandi festeggiamenti annunciati, pare non sia stato programmato nulla di speciale, nessun episodio commemorativo, nessun ritorno che avrebbe reso felici gli appassionati e avrebbe fatto far loro un salto indietro nel tempo.

Quello di mercoledì 21 ottobre sarà l'episodio 7053, un numero che al solo pensarlo ha dell'incredibile, eppure Un Posto al Sole è riuscito dove altre fiction non sono arrivate: ha fidelizzato il pubblico al punto che quando si era parlato di cambiare l'orario della messa in onda, la questione era arrivata in Parlamento sotto forma di interrogazione parlamentare. Un'esagerazione per alcuni, ma quanto accaduto dà l'idea dell'aspetto fortemente identitario della fiction, che anno dopo anno ha permesso agli spettatori di trovare compagnia in quei venti-venticinque minuti che separano l'access prime time dalla prima serata di Rai3. Un appuntamento fisso quello con gli inquilini di Palazzo Palladini, per certi aspetti ripetitivo, routinario, e magari proprio per questo così rassicurante. La passione che ognuno dei protagonisti ha investito in questi migliaia di episodi andrebbe riconosciuta e festeggiata, ma sbirciando anche dalla guida Rai, l'episodio previsto non ha nulla a che vedere con una celebrazione, è il racconto di qualcosa di insolito e a suo modo "straordinario", del quale i fan della prima ora potranno sorridere, ma forse ci si sarebbe aspettati qualcosa di più.

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Se da trent'anni a questa parte Un posto al sole resiste, nonostante lo slittamento della messa in onda che dalle 20:30 è passata alle 20:50, con conseguente riduzione della durata di ogni episodio, se la fiction raggiunge circa un milione e mezzo di telespettatori superando il 6% di share, significa che il prodotto piace e che si è creato un legame con chi da casa lo segue da sempre e, strano a dirsi, non si tratta solamente di persone del Sud. Upas è uno di quei prodotti che si direbbe nazionalpopolare, che per lungo tempo ha dovuto combattere col pregiudizio di essere considerato "di serie b", che è stato il palcoscenico di prova di tanti nomi divenuti noti del mondo dello spettacolo da Serena Autieri a Serena Rossi, passando per Giuseppe Zeno, Carmine Recano, Cristiana Dell'Anna e tanti altri ancora che in questi anni hanno fatto un passaggio al Bar Vulcano per prendere un caffè. Non sono mancate anche guest star di un certo rilievo, non ultima Whoopi Goldberg che, per qualche puntata, è stata tra le new entry della soap di Rai3.

La presenza dell'attrice americana era da considerarsi come un omaggio a Un posto al sole che, quindi, festeggiava le sue trenta candeline a braccetto con uno dei volti più famosi del cinema internazionale. Eppure, manca qualcosa. Manca quell'effetto nostalgia che avrebbe fatto rivivere momenti rimasti nella storia della fiction: la fuga di Franco e Angela nel giorno di matrimonio lei, la presunta pazzia di Eleonora Palladini provocata da Marina Giordano, la stessa che qualche anno dopo proverà ad uccidere Greta Fournier. L'amore struggente tra Carmen e Filippo, le marachelle di Raffaele e Renato, le sgridate di Teresa a Silvia, il rapporto tormentato di Roberto Ferri con ognuno dei suoi figli. Ce ne sarebbero di cose da raccontare, da ricordare, da rivedere e rivivere, ma da parte del Servizio Pubblico che ultimamente del palinsesto di Rai3 ha fatto un campo minato, probabilmente, non c'è stata la volontà di stanziare un budget che consentisse qualche cameo speciale o la costruzione di un episodio che ripercorresse questi trent'anni di vita insieme.

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"Cos'è che ci ha fatto resistere così a lungo? Siamo bravi" è quello che risponde Francesco Vitiello in un'intervista quando gli si chiede quale sia il segreto di questa longevità, ed è quanto anche Peppe Zarbo ha ribadito a distanza di qualche mese dal doloroso addio di Franco Boschi alla fiction. Un gruppo di attori incredibilmente affiatato, preparato, che è stato in grado di portare sul piccolo schermo, in un orario di transito, tematiche importanti: dalla malavita alla droga, passando per le dipendenze, la mala sanità, vicende personali di grande impatto come relazioni pericolose, tossiche, violente, morti improvvise, incidenti, gravidanze interrotte, discriminazioni e tanto altro ancora. Come tanti sono stati i momenti di gioia, di leggerezza e divertimento. La bellezza e la bravura di chi Un posto al sole lo ha fatto e continua a farlo, sta nella capacità di raccontare il mondo nel micro mondo costruito sulla collina di Posillipo, lasciando che tutti possano, a loro modo, riconoscersi.

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Nata nel 1992, giornalista dal 2016. Ho sempre scritto di cultura e spettacolo spaziando dal teatro al cinema, alla televisione. Lavoro nell’area Spettacolo di Fanpage.it dal 2019.
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