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Opinioni

Con le fiction maltrattate e la prima serata in ritardo la Tv sta rinunciando a un pezzo di futuro

Da Roberta Valente – Notaio in Sorrento a I Cesaroni, dietro la scelta di ridimensionare la prima serata da parte di Rai1 e Canale 5 si nasconde un rischio enorme: lasciare andare un pubblico che, una volta volato altrove, non torna più.
A cura di Andrea Parrella
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L'esperimento sulla prima serata breve con un solo episodio di fiction potrebbe essere la pietra tombale su questa fascia dei palinsesti televisivi. Non è catastrofismo, ma un'ipotesi frutto di un ragionamento che ha a che fare con l'evoluzione delle abitudini di consumo degli spettatori.

L'entusiasmo per la sfida tra De Martino e Scotti

La sfida totalizzante tra Affari Tuoi e Ruota della Fortuna è un fenomeno che ha caratterizzato la stagione televisiva in corso. Un testa a testa tra De Martino e Scotti che ha portato a grandi entusiasmi per Rai 1 e Canale 5, nonché al dilagare dell'ottimismo generale per l'inaspettata vitalità della televisione: 10 milioni di telespettatori a sera davanti alla Tv sono un successo. Tutto vero, ma a guardarlo da un angolazione diversa è un ottimismo a doppio taglio.

L'allungamento dell'access prime time è stato conseguenza naturale di questi risultati positivi, portando l'inizio della prima serata delle due principali reti generaliste sempre più in prossimità delle 22, con il risultato di togliere mordente a questo spazio, sia per una proposta di intrattenimento che fatica a rinnovarsi, che per le esigenze del pubblico che non può permettersi di guardare la Tv fino a tardi.

Dove scappa il pubblico della Tv quando inizia la prima serata?

E infatti con la prima serata si verifica una vera e proprio emorragia di pubblico, come raccontava giorni fa l'esperto Massimo Scaglioni a Fanpage. Le generaliste perdono una platea che, grazie alla presenza diffusa di smart Tv, tende a trasferirsi su altri canali o sulle piattaforme streaming e Youtube. RaiPlay e Mediaset Infinity possono rientrare tra le destinazioni di questa fuga? Non è da escludersi, anche se il pubblico le percepisce ancora come piattaforme di recupero di ciò che non si è visto, e in ogni caso è difficile immaginare che possa essere una strategia vincente quella di spingere il pubblico fuori dalla fruizione dei canali lineari per portarla sullo streaming, anche se si tratta del proprio spazio.

In questo scenario si inserisce l'esperimento sulle fiction delle ultime settimane, con la restrizione dello spazio di prima serata a un solo episodio tentato sia per Roberta Valente – Notaio in Sorrento che per I Cesaroni. Una strategia che in prospettiva potrebbe ridurre il numero di fiction prodotte (con un solo episodio per serata la messa in onda si spalma su un periodo più lungo) e dall'altra fa emergere un rischio grosso, ovvero quello di abbandonare progressivamente il pubblico della prima serata che, trovando casa altrove potrebbe non tornare più all'ovile. La fiction televisiva continua a riscuotere successo (gli ascolti dell'ultima puntata di Roberta Valente – Notaio in Sorrento ne sono la prova), è tra i prodotti che funziona meglio su piattaforma, ma in futuro il pubblico potrebbe faticare ad affezionarsi a un appuntamento settimanale se questo si sintetizza in soli 50 minuti. Un altro ipotetico punto a sfavore per la prima serata ridimensionata.

A questo punto la domanda è una: cosa accadrebbe se domani l'equilibrio, perfetto ma precario, di Scotti e De Martino dovesse venire meno e i 10 milioni per sera nell'access non fossero più garantiti? Rai 1 e Canale 5 avrebbero la forza di andare a riprendersi un pubblico volato verso altri lidi? Con le fiction maltrattate e la prima serata in ritardo la Tv sta rinunciando a un pezzo di futuro. 

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"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare ciò che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
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