Sigfrido Ranucci: “Si stanno creando i presupposti per far fuori Report, potrebbero propormi la pensione”

Sigfrido Ranucci è intervenuto durante un evento organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) per la presentazione del Press Report Unici 2026, il cui tema era "Chi ha paura del giornalismo investigativo". Il giornalista ha parlato della sua trasmissione, che a suo avviso continua a subire attacchi che minano la sua stabilità all'interno della Rai: "Vogliono trasformare Report in un programma per consumatori" ha dichiarato.
Sigfrido Ranucci in difesa di Report
Dopo mesi di continue rimostranze su quanto è avvenuto in Rai, soprattutto nei confronti della sua trasmissione, Sigfrido Ranucci denuncia ancora una volta l'intento di snaturare un programma che rappresenta un fiore all'occhiello del giornalismo d'inchiesta:
Si stanno creando i presupposti per far fuori Report. Nell'immediato futuro ho persone che saranno costrette alla pensione, ne perderò tra le 10 e le 12 sulle cui competenze abbiamo investito per anni; a giugno perderemo anche il regista e ci sarà il rinnovo di tutti i contratti dei giornalisti freelance; in cambio tra pochi giorni ci saranno i risultati del concorso-farsa della Rai. E perfino a me, tra il 2026 e il 2027, potrebbero chiedere di andare in pensione.
A sostenere quanto detto dal giornalista, è intervenuto Nello Scavo, inviato di Avvenire, che ha sottolineato come l'intento, in questo caso dell'azienda, non sia quello di eliminare il programma, quanto di modificarlo: "Perché chiudendolo susciterebbero proteste mentre cambiarlo snaturandolo è un'operazione molto più subdola" e aggiunge, poi, una considerazione sui professionisti spiati: "Come l'evidente tentativo, spiandoci, di lanciare un messaggio intimidatorio alle nostre fonti, che sono spaventate anche se noi continuiamo a proteggerle".
Il botta e risposta con la Rai
Questa estate, dopo una serie di episodi che hanno visto un acceso botta e risposta tra i vertici dell'azienda e lo stesso Ranucci a seguito di un provvedimento disciplinare, poi smentito, il giornalista aveva dichiarato che Rai lo aveva deresponsabilizzato: "Dopo circa 10 anni, la Rai ha deciso, per motivi noti, di togliermi la responsabilità della firma per quello che riguarda presenze, contratti, trasferte, acquisti, questioni legali penali civili e rapporti con autority". A distanza di queste dichiarazioni, il giornalista è stato vittima di un attentato, quando hanno posizionato una bomba sotto la sua abitazione a Pomezia.