Pio e Amedeo come Peppe Iodice, vip a tavola col cibo popolare: troppe coincidenze col Peppy Night

Un tavolo con la tovaglia a quadretti. Sopra, cibo popolare, taralli, casatiello, vino in bicchieri di plastica. Di fronte, seduto come ospite d'onore, un volto notissimo della televisione italiana. È la scena-madre del Peppy Night, il varietà di Peppe Iodice che va in scena da sei anni su Canale21, uno dei canali locali più importanti di Napoli. È il programma che ha portato Peppe Iodice alla consacrazione, arrivando fino al cinema con Mi batte il corazon.
Ma questa scena è stata anche, pressoché identica nella grammatica e nel codice visivo, una delle sequenze ricorrenti di Stanno tutti invitati, il programma di Pio e Amedeo terminato ieri su Canale 5.

Nel Peppy Night, Peppe Iodice costruisce da anni un format preciso: i grandi nomi della tv e dello spettacolo italiano vengono fatti accomodare a una tavola imbandita con prodotti della gastronomia partenopea, in un contesto volutamente popolare e anti-glamour. La distanza tra il vip e il contesto è la gag.
In Stanno tutti invitati, Pio e Amedeo hanno replicato quella stessa logica con Luca Argentero e con altri ospiti nel corso delle puntate (ieri c'era Belen Rodriguez): non c'è la tavola apparecchiata perché la rubrica ha il formato del podcast (Piodcast, appunto). Ma c'è il cibo povero e l'accostamento tra la notorietà dell'ospite (Argentero che mangia le melanzane sott'olio). La grammatica è la stessa. Cambia solo la rete.
Per chi conosce il Peppy Night — e sono in molti, considerato che il programma di Iodice ha costruito nel tempo un seguito solido — l'effetto è straniante. Non si tratta di una vaga assonanza tra due show comici. Si tratta di una sovrapposizione di format che va ben oltre la coincidenza.
Quando Pio ammette di guardare il Peppy Night
Il dettaglio più rilevante, però, non è visivo. È dichiarativo. Proprio nell'intervista che Peppe Iodice ha realizzato a Pio e Amedeo, la coppia ha ammesso apertamente di seguire le puntate del Peppy Night. La prova più concreta? La gag della banca. Peppe Iodice ha una domanda ricorrente che rivolge ai suoi ospiti: "Quanto tieni sulla banca?" Una battuta diventata firma del programma, riconoscibile da chiunque segua il format.
Pio non solo la conosceva: si era presentato con l'estratto conto in mano. "Siccome io ti guardo", aveva spiegato, "ero pronto a questa domanda e mi sono permesso di portare l'estratto conto." Una risposta che strappa la risata, certo. Ma che è anche, involontariamente, un'ammissione netta: il Peppy Night viene studiato, non solo guardato distrattamente.

Il nodo della paternità creativa
Nessuno vieta a un comico di prendere ispirazione da un collega. Il problema nasce quando l'ispirazione diventa così aderente all'originale da rendere opaca la distinzione tra tributo e appropriazione. Peppe Iodice ha costruito il suo format in sei anni di lavoro, affinando una formula che sembrava difficilmente esportabile fuori dal contesto napoletano, e invece ha dimostrato di funzionare anche su scala nazionale.
Pio e Amedeo, che su Canale 5 hanno una visibilità e risorse del tutto diverse, hanno portato quella stessa formula su una rete generalista, davanti a milioni di spettatori, senza che il nome di Iodice comparisse mai nei crediti o nelle dichiarazioni pubbliche legate al programma.
Chiamarla ispirazione, a questo punto, rischia di essere un eufemismo. Lo sa chi conosce il Peppy Night. E, a giudicare dall'estratto conto portato in studio, probabilmente lo sanno anche Pio e Amedeo.