Un anno fa di questi tempi ci affacciavamo su una stagione televisiva di grandi novità. Dopo l'estate di sprint in cui Canale 5 aveva deciso di investire pesantemente su La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti, regnavano alcuni interrogativi: riuscirà a tenere quando tornerà Affari Tuoi? Manderà davvero in soffitta Striscia La Notizia? Come reagirà Rai1 l'anno prossimo?
Tre domande, solo le prime due con risposte certe. La terza, invece, ha tenuto banco per l'intera scorsa stagione e la risposta parziale e insoddisfacente di Rai1 ha un titolo: L'Eredità Summer.
Con la puntata del 5 settembre si è chiusa l'esperienza di Marco Liorni alla guida della versione estiva del quiz storico, sperimentata nell'ultimo mese e mezzo nello spazio dell'access prime time, vera cassaforte della Tv generalista, da un anno a questa parte ancor di più. Il risultato non è stato dei migliori. Gli ascolti non hanno brillato, soprattutto se confrontati con la proposta di Canale 5 che è rimasta invariata anche per questa estate. Liorni non è riuscito a impensierire Scotti sul piano dei numeri e nemmeno del contenuto, guidando una versione diluita e onestamente sbiadita del solidissimo programma che invece domina il preserale da più di 20 anni.
Le ragioni di questo risultato sono molteplici e non mancano le attenuanti. Di base L‘Eredità Summer ha avuto poco tempo per carburare, vista la tarda partenza a luglio inoltrato, dopo la lunghissima edizione dei mondiali di calcio che ha stravolto il palinsesto estivo di Rai1. In secondo luogo, ed è una conseguenza del primo fattore, a causa di una rivisitazione del format scolorita, forzata, apparentemente demotivata dall'idea stessa del poco tempo utile a disposizione per imporsi al pubblico prima del ritorno di Affari Tuoi e, soprattutto, del ritorno all'edizione regolare de L'Eredità. La modifica della Ghigliottina, ad esempio, con l'aggiunta di una parola come ulteriore possibilità per il concorrente è, a parere di chi scrive, un'operazione rischiosa che potrebbe intaccare un meccanismo perfetto che resiste all'usura del tempo proprio per una forza intrinseca e difficile da spiegare. Il risultato è che L'Eredità Summer, oltre a non regalare grandi gioie alla Rai, potrebbe finire per penalizzare proprio quella versione regolare che di rado è stata in sofferenza.
La responsabilità principale di questo passaggio a vuoto non può che essere della Rai. In circostanze complesse come quelle di questa estate, che proprio per il grande investimento sui mondiali di calcio non lasciava grandi spazi di manovra, Marco Liorni si è dimostrato uomo d'azienda accettando una collocazione complessa e sacrificando un titolo d'oro che conduce con successo da diverse stagioni, anziché poter sperimentare nuove idee e soluzioni che, nel peggiore dei casi, avrebbero forse portato a risultati non troppo diversi da quelli ottenuti dal programma.
È palese, e anche comprensibile, l'intenzione della Rai di tutelare il marchio Affari Tuoi (che torna il 6 settembre) nell'anno che porta al primo Sanremo di Stefano De Martino, magari evitando di indirizzare grossi investimenti su un'alternativa di access che in questo momento non serve, o rischia addirittura di essere penalizzante. Tuttavia, se utilizzi un volto di punta e un titolo storico come tappabuchi estivo, devi aspettarti che il pubblico se ne accorga. Tutto questo per l'allergia alla novità, un circolo vizioso da cui la televisione generalista non riesce ad uscire.