Caso Bibbiano, Lucarelli condannata per diffamazione: dovrà risarcire lo psicologo Claudio Foti

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Confermata in appello la condanna per Lucarelli, che per il Tribunale in un articolo su Il Domani aveva “rappresentato notizie in modo incompleto” in relazione proprio a Foti, vittima della vicenda mediatica del presunto sistema Bibbiano di affidi illegali, poi smontato dagli esiti giudiziari.

La Corte d’Appello di Torino ha confermato la condanna di Selvaggia Lucarelli a risarcire 25mila euro a Claudio Foti, lo psicologo assolto in via definitiva nell'ambito della vicenda di Bibbiano. Il motivo della condanna è la diffamazione in un articolo pubblicato sul quotidiano ‘Il Domani’ il 12 novembre 2021 intitolato ‘La sentenza di Reggio Emilia. Bibbiano, la condanna di Foti cancella il metodo degli ostetrici dei ricordi’.

La condanna conferma quanto stabilito a gennaio del 2025, quando il tribunale aveva stabilito la sentenza in primo grado. Quindi il ricorso in appello della giornalista e del quotidiano, secondo cui l'articolo in questione “esprimeva opinioni e valutazioni su fatti di interesse pubblico, senza alterare la verità sostanziale dei fatti riportati”. Nell'articolo Lucarelli, secondo quanto stabilito dal Tribunale, aveva "rappresentato le notizie in modo incompleto, in maniera tale che, per quanto il risultato complessivo contenga un nucleo di verità, ne siano stati travisati i dati nel loro nucleo essenziale e la censura si sia risolta in un gratuito attacco morale alla persona dell'attore e alla sua professionalità".

La vicenda Bibbiano e l'inchiesta Angeli e Demoni

La condanna si inserisce all'interno della cornice della vicenda Bibbiano, una delle vicende mediatiche più complesse degli ultimi anni, legata al presunto affido illecito di bimbi sottratti alle famiglie che deflagrò impressionando tutta l'Italia, per poi chiudersi in un sostanziale nulla di fatto a margine dell'inchiesta Angeli e Demoni.

Il ruolo di Foti, assolto per non aver commesso il fatto

Tra i principali accusati nella vicenda proprio Claudio Foti, direttore scientifico della onlus torinese Hansel e Gretel, specializzata in abusi su minori e affidatario dei servizi di psicoterapia per l’Unione Val d’Enza.  Le accuse a Foti contribuivano a strutturare l'architettura di un presunto sistema vero e proprio, finalizzato a sottrarre bambini ad alcune famiglie per poi darli in affido a pagamento ad altre. A Foti, in particolare, si contestava di fatto paura ad una bambina durante una seduta travestendosi letteralmente da lupo, con l'obiettivo di suscitare in lei falsi ricordi verso i genitori e toglier loro l'affido. Accuse che si sono poi rivelate delle bufale, grazie alle registrazioni degli stessi incontri: “Un aspetto della ‘bufala’ nei miei confronti, è che mi hanno indagato per aver trattato una paziente come ‘una cavia’", aveva spiegato Foti in un'intervista al Corriere della Sera, aggiungendo: "Non so davvero perché tutto ciò sia accaduto". L'uomo, condannato nel 2021 in primo grado per abuso d’ufficio e lesioni dolose gravi ma poi assolto in appello nel 2023 e poi in via definitiva dalla Cassazione “per non avere commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste”, ha più volte parlato della vicenda Bibbiano come di un caso che ha distrutto la sua reputazione.

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