Lo strano video su Corona, un collaboratore “smaschera” in che modo conduce le sue inchieste

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In un video di 15 minuti, l’ex collaboratore Ben racconta cosa si celerebbe dietro il format Falsissimo e accusa Fabrizio Corona di confezionare le sue inchieste con audio manipolati e testimonianze pilotate.

Chiunque abbia visto almeno un episodio del format Falsissimo su YouTube ha imparato a riconoscere, oltre a quello di Fabrizio Corona, altri due nomi: uno è quello di "Ama", ovvero Amanda Batini, fidanzata di Federico Corona, fratello di Fabrizio. L’altro è Ben, una figura finora rimasta ai margini del format, evocata di continuo da Fabrizio nei suoi video. Ed è proprio Ben il protagonista dell’ultimo filmato comparso a sorpresa sul canale YouTube di Corona.

Si tratta di un video lungo circa 15 minuti dal titolo emblematico: "Falsissimo – Speciale Tutta la verità". Nel filmato, Ben esce per la prima volta dal suo ruolo di collaboratore invisibile per prendersi la scena. Ventisette anni, giubbotto alla moda e pizzetto, siede nello studio di Coronasland con alle spalle il logo del "free speech" con il volto di Fabrizio, altro tormentone lanciato da Corona. Ben sostiene di essere la mente strategica che si cela dietro il successo del progetto Falsissimo, un canale che, rivendica, avrebbe permesso a Corona di guadagnare milioni di euro. Come? Attraverso una serie di inchieste la cui credibilità oggi lo stesso collaboratore sostiene di poter smantellare.

Riunioni, prove e videochiamate registrate: il "metodo Corona" usato contro di lui

Nell’incipit, che richiama i doveri di un giornalista (quello di dare una notizia quando la si possiede, senza fabbricarla), Ben racconta i primi incontri con Corona prima ancora che il progetto Falsissimo prendesse il largo. Dice di aver provato ammirazione per la sua storia ma che, proprio conoscendola, ha preferito tutelarsi fin dal primo giorno: "Ho iniziato a registrare tutte le nostre chiamate, le nostre videochiamate e tutti i momenti passati insieme. In forma di tutela preventiva, perché la tua storia ci insegna che nemmeno chi ti sta vicino è al sicuro da te".

Fa parte proprio di quel materiale carpito durante i mesi di collaborazione quello che Ben mostra nel suo filmato. Nei video non c’è solo Corona: accanto a lui, nelle videochiamate di gruppo registrate a sua insaputa, compaiono i vari collaboratori e persino l’avvocato Ivano Chiesa, che da anni lo difende.

Viene mostrato ad esempio il momento in cui Corona annuncia che realizzerà una puntata sui tradimenti di Chiara Ferragni. "Sta pu**ana", dice dell’influencer, "Ora le faccio un cu** così e martedì siamo online con la nuova puntata di Falsissimo dove racconto tutti i tradimenti della Ferragni". Una puntata che sarà poi effettivamente pubblicata e che determinerà la rottura definitiva tra Corona e Fedez, fino a quel momento vicini.

Gli autori dietro Fabrizio Corona

Contrariamente all'immagine di un Corona che agisce da solo e parla a braccio, come ama descriversi, il video sostiene l'esistenza di un vero e proprio team autoriale alle spalle dell'ex re dei paparazzi. Secondo Ben, che mostra spezzoni in cui Corona viene quasi "imboccato" parola per parola prima di registrare, le menti dietro i contenuti sarebbero quelle di Cristian Contessa (detto il ConteX), "suo braccio destro da 15 anni", e Massimo Cappello, "il suo guru e maestro".

C’è poi un audio di Amanda che racconta come sarebbe iniziato il progetto Falsissimo e per quali scopi fosse stato concepito: "Io gli scrivevo le puntate. Quelle sul calcio gliele ha scritte tutte Feffo. C’era un lavoro autoriale dietro. Ce l’avevamo fatta (a ripulire la sua immagine, ndr), ma ora è ritornato a fare più schifo di prima. Adesso fa il gossip becero e anche quando non c’è un ca** da dire, monta queste puntate con cui perde credibilità".

Il "metodo Falsissimo" secondo l’ex collaboratore

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Il cuore dello "smascheramento" risiede nella spiegazione tecnica di come verrebbero costruiti gli scoop o manipolate le testimonianze che hanno fatto da colonna portante al canale.

Il primo è il caso di Lamine Yamal. Nell’episodio 26, relativo alla ragazza che sosteneva di attendere un figlio dal calciatore del Barcellona, Ben rivela che la voce femminile presente nell'audio shock trasmesso in puntata non apparterrebbe alla diretta interessata, ma a Carolina Rossi, storica collaboratrice e "braccio destro" di Corona.

Ci sono poi i casi delle puntate su Fedez, Ferragni e Belén. Nel caso della puntata sul rapper, Ben accusa Corona di utilizzare la tecnica del "taglia e cuci" sugli audio per decontestualizzare le dichiarazioni. Anche l’inchiesta su Belén Rodríguez viene definita un'operazione basata sulla finzione, con grafiche realizzate ad hoc per simulare vecchie chat e accreditare artificialmente il racconto di Fabrizio.

Uno dei passaggi più delicati riguarda invece Vito Coppola, l’uomo intervistato da Corona a Falsissimo che sosteneva di essere stato molestato da Alfonso Signorini. Un fuorionda mostra che è Corona a dettare a Coppola le risposte da ripetere a telecamere accese. Non solo: Ben mostra anche una copia della denuncia sporta da Coppola nei confronti di Corona, accusato di non aver verificato l’attendibilità delle sue fonti pur di dare un seguito alla storia del cosiddetto "Signorini Gate".

Le inchieste sul calcio mai uscite, Corona in un audio: “Su Lotito e Marotta non c’è niente”

Il video tocca infine il tema delle grandi inchieste promesse e mai realizzate. Un filmato girato quest'estate mostra Corona in discoteca mentre promette a una folla urlante che "entro ottobre pubblicherà una puntata su Lotito". In un audio privato, però, l’ex fotografo ammette che "su Lotito e Marotta non c’è niente, non si può indagare".

Ben solleva poi la questione dei compensi presumibilmente non saldati allo staff, mostrando i messaggi di un ex collaboratore che chiede a più riprese di essere pagato per il lavoro svolto. Nella parte finale del filmato, il ventisettenne lancia la sua sfida chiudendo con un avvertimento: sostiene di custodire ben 20 Terabyte di dati – tra chat, videochiamate, registrazioni e documenti legali – messi al sicuro in una cassetta di sicurezza. Materiale che promette di utilizzare in futuro per raccontare tutto ciò che non ha ancora reso pubblico su questa vicenda.

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