Matera Fiction Festival, il direttore Papasso smentisce le scuse a Fabrizio Corona
Domenica 11 ottobre, al teatro Guerrieri, Fabrizio Corona e la giornalista Barbara Tarricone si sono scontrati sul palco. Un botta e risposta accesissimo, che ha visto Fabrizio Corona dare dell'incapace a Tarricone. La stessa giornalista ha così commentato a Fanpage.it: "Parlare di corna non è fare inchiesta, i suoi sono metodi da bulli". Da allora Giuseppe Papasso, direttore del Matera Fiction Festival, ha passato giorni a leggere ricostruzioni che non riconosce.
Ha scritto a Fanpage.it per smentire la più insidiosa, quella secondo cui avrebbe chiesto scusa a Corona dopo la serata. Ha poi corretto il contesto dell’incontro e ha spiegato perché è salito sul palco mentre il dibattito degenerava.
Le scuse a Corona: la smentita
Il punto su cui Papasso insiste di più riguarda alcune notizie circolate online negli ultimi giorni. Le ricostruzioni gli attribuivano un gesto di riparazione nei confronti dell’ospite. Il direttore lo esclude senza margini: “Desidero anche smentire categoricamente quanto recentemente riportato da alcuni siti, notizia secondo cui mi sarei scusato con Fabrizio Corona è del tutto priva di fondamento”.
Una smentita che pesa. Se le scuse fossero state rivolte a Corona, il festival avrebbe di fatto preso posizione contro la propria moderatrice. Secondo il direttore è successo l’opposto.
Non una serata su Falsissimo: al centro c’era Io sono notizia
La seconda precisazione riguarda l’oggetto dell’incontro. Diverse ricostruzioni, compresa quella di Fanpage.it, avevano descritto la serata come un dialogo dedicato a Falsissimo, il format online con cui Corona ha lanciato le accuse finite al centro delle cause con Mediaset e Alfonso Signorini. Papasso corregge: l’appuntamento era pensato per discutere Io sono notizia, la docu-serie in cinque episodi diretta da Massimo Cappello e prodotta da Bloom Media House, disponibile su Netflix da gennaio.
“L’evento in questione è stato organizzato con l’unico obiettivo di proporre un’analisi critica della nota serie TV targata Netflix, affrontando in modo costruttivo i meccanismi e le dinamiche della comunicazione contemporanea, indipendentemente dalle vicende personali del personaggio”, scrive il direttore.
Secondo Papasso il perimetro era stato fissato in anticipo: “La presenza di Fabrizio Corona era stata concordata sulla base dell’impegno espresso da quest’ultimo a limitare il proprio intervento esclusivamente alle tematiche oggetto della serie”. Quell’impegno, a giudicare da come è finita, non ha retto. Il discorso è scivolato su Falsissimo, sul processo civile da 160 milioni e sull’inchiesta milanese su Signorini, e lì il confronto con la moderatrice si è incendiato.
“Sono salito sul palco per tutelare una mia collaboratrice”
Il direttore non minimizza quanto accaduto. Lo definisce “un imprevisto che, seppur deprecabile, può verificarsi nel contesto di eventi dal vivo”. Il dibattito, aggiunge, “ha purtroppo assunto una piega inattesa”, nonostante “la fiducia accordatagli”.
Poi rivendica il proprio intervento e il rapporto con Tarricone, definita dal palco “un’incapace”: “La giornalista Barbara Tarricone è una nostra collaboratrice da anni e condivide con noi diversi progetti. Di fronte a un’improvvisa deriva verbale, la mia priorità assoluta è stata quella di salire tempestivamente sul palco per tutelare una mia collaboratrice, fatta oggetto di gravi e inaccettabili offese da parte di Corona, e adoperarmi immediatamente per ristabilire un clima civile e rispettoso”.