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“Finocchio” e “Travone”: i commenti omotransfobici di Alessandra Mussolini e Marco Berry al GF Vip

Gli scivoloni linguistici di Alessandra Mussolini e Marco Berry al GF Vip: con “travone” e “finocchi” torna centrale il tema delle parole omotransfobiche che ci si ostina a utilizzare con leggerezza.
A cura di Stefania Rocco
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Puntuale come le tasse, arriva anche quest’anno al GF Vip lo scivolone linguistico. Per l’ennesima volta, la Casa del reality di Canale5 diventa quella bolla all’interno della quale i concorrenti, perdendo sempre più la percezione di essere ripresi 24 ore al giorno, si dimenticano che fuori c’è un mondo che è andato avanti, soprattutto nel livello di tolleranza nei confronti di un certo tipo di linguaggio. A scivolare sulla buccia di banana sono stati Alessandra Mussolini e Marco Berry che si sono resi protagonisti di due episodi dimenticabili.

La prima è stata Mussolini, ex parlamentare che nel corso dell’ultima diretta del reality ha rivendicato orgogliosa, citiamo testualmente, le sue “uscite da vasciaiola”. Qua però il problema non è stato esattamente quello del registro popolare rivendicato da Alessandra. È accaduto questo: i concorrenti erano impegnati nel gioco delle imitazioni e a Mussolini è toccato imitare Raimondo Todaro. Alessandra ha prima la parrucca, poi la barba finta disegnata e poi si è prodotta nell’uscita infelice che vi raccontavano nel titolo quando si è guardata allo specchio: “Sembro un travo…”. Alessandra si è bloccata a un millimetro dal traguardo ma l’intenzione era chiarissima: voleva dire "travone”, un termine che puzza di vecchio usato per deridere le persone trans.

Inutile il salvagente lanciato da Paola Caruso secondo cui Alessandra “voleva dire traversa”. La Mussolini ci si è aggrappata ma il bluff era talmente evidente che lo stesso Todaro ci ha scherzato su: “La cosa bella è se squalificano, squalificano Raimondo visto che stava imitando me”. Chiaramente, come tutti gli altri, anche lui aveva capito con quale parola terminasse davvero la frase pronunciata dalla donna il cui ingresso al GF ha disturbato perfino Variety che aveva dedicato un articolo alla “nipote del dittatore fascista che diventa concorrente di un reality”.

Pochi istanti dopo è toccato a Marco Berry. L’illusionista stava giocando a nascondino e, non riuscendo a trovare i compagni di gioco, se ne è uscito con la seconda perla della giornata: “Guarda come si sono nascosti bene questi finocchi”. È evidente che né Mussolini né Berry si fossero svegliati con la voglia di offendere la comunità LGBTQIA+ ma è innegabile che per una certa generazione termini come "finocchio" o "travone" restano tra le parole da usare con leggerezza.

Difficile immaginare, tuttavia, che il GF decida di sanzionare le espressioni in questione con una squalifica, o anche solo un richiamo. La linea della tolleranza di fronte a uno scivolone che non nasce da un’intenzione cattiva era già stata chiarita quando il programma aveva deciso di graziare Dario Cassini e il suo “ricchione”, termine pronunciato e registrato dalla diretta h24 ma che la trasmissione aveva stabilito di non sanzionare.

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