Stan Lee, il rimpianto del padre della Marvel: “Per la vendita dell’azienda presi solo 6 milioni”

Sei milioni di dollari. È la cifra che Stan Lee racconta di avere ricevuto nel 2009, quando Disney acquistò Marvel Entertainment per circa 4 miliardi di dollari. Un dettaglio che oggi colpisce soprattutto per l'enorme divario tra la somma incassata dal fumettista e il valore raggiunto negli anni successivi dal marchio che ha contribuito a costruire. La storia viene raccontata in Stan Lee: The Final Chapter, documentario realizzato con il materiale girato da Jon Bolerjack, suo assistente personale tra il 2014 e il 2018. Nel film Lee parla di quell'accordo e delle scelte economiche che considera tra i più grandi errori della sua carriera. Le immagini raccolte da Bolerjack raccontano anche gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte avvenuta nel 2018 a 95 anni.
Perché Stan Lee ha ricevuto solo sei milioni dalla vendita della Marvel
La differenza tra il valore della Marvel e la cifra ricevuta da Lee nasce da un elemento chiave: il fumettista non possedeva la proprietà della società. Per decenni è stato autore, sceneggiatore, direttore creativo e soprattutto il volto pubblico della casa editrice, ma i diritti sui personaggi appartenevano all'azienda. Quando Disney acquistò Marvel Entertainment rilevò quindi la società e il suo intero patrimonio di personaggi, da Spider-Man agli Avengers. Lee, pur essendo una delle figure più importanti nella storia della Marvel, non aveva una quota dell'azienda da cedere.
Nel documentario il fumettista racconta però che la trattativa avrebbe potuto prendere una strada diversa. Secondo la sua versione, inizialmente gli sarebbe stata proposta una percentuale sugli utili futuri della Marvel, un accordo di cui lui stesso si sarebbe detto entusiasta. A convincerlo a scegliere una somma più alta ma immediata sarebbe stato il suo avvocato, che secondo Lee aveva interesse a ricevere subito la propria parte. "Voleva che prendessi i soldi subito perché voleva la sua parte. Credo abbia incassato tre milioni, lasciandone tre a me. Nessuno negli affari ha preso più decisioni sbagliate di me", racconta nel film.
Il rimpianto di Lee nasce soprattutto dal fatto che, negli anni successivi, la Marvel è diventata una delle proprietà più redditizie dell'intrattenimento mondiale. L'acquisizione da parte di Disney ha aperto la strada a un universo cinematografico capace di generare miliardi di dollari di incassi, cifre alle quali Lee, che aveva già firmato un accordo, non ha mai avuto accesso.
Spider-Man, Hulk e gli altri eroi: Stan Lee non è stato il "genitore unico" dei personaggi Marvel
La storia raccontata dal documentario riporta anche al centro una questione che accompagna la Marvel da decenni: quanto hanno contribuito i diversi autori alla nascita dei supereroi più famosi della casa editrice. Stan Lee è diventato il nome più riconoscibile per il pubblico, grazie anche alla sua capacità di raccontare quei personaggi e di trasformarsi nel volto della Marvel. Molte delle sue creazioni, però, sono nate insieme ad altri artisti. Jack Kirby lavorò alla nascita dei Fantastici Quattro, degli X-Men e di Hulk, mentre Steve Ditko collaborò con Lee alla creazione di Spider-Man e Doctor Strange. Nel mondo del fumetto si discute ancora sul peso avuto da ciascun autore nella costruzione di quei personaggi diventati popolari in tutto il mondo.
Le accuse di sfruttamento: Stan Lee in giro per il mondo superati i 90 anni
Stan Lee: The Final Chapter si concentra anche sul periodo più fragile della vita del fumettista. Jon Bolerjack, che aveva conosciuto Lee da fan prima di diventare il suo autista e poi il suo assistente personale, lo ha seguito per quattro anni raccogliendo centinaia di ore di immagini. Secondo il regista, negli ultimi anni Lee veniva portato spesso a convention ed eventi pubblici in qualità di volto dei personaggi dell’universo Marvel. Bolerjack sostiene che gli impegni sarebbero continuati anche quando le condizioni fisiche del fumettista l’avrebbero reso impossibile e accusa alcune delle persone che lo circondavano di avere sfruttato il suo nome per incrementare i propri guadagni. Il regista racconta di avere cercato di far emergere quella situazione mentre Lee era ancora in vita. Dopo la morte dell'autore ha deciso di utilizzare quel materiale per realizzare il documentario, presentato al festival Dances With Films di Los Angeles e distribuito sulle piattaforme streaming statunitensi.
Da Superman alla Marvel: la lunga storia dei creatori rimasti fuori dai miliardi dei loro personaggi
Il caso di Stan Lee si inserisce in una storia più ampia che nel mondo dei fumetti si è ripetuta più volte. Prima di lui era successo anche ai creatori di Superman, Jerry Siegel e Joe Shuster, che cedettero i diritti del personaggio alla casa editrice destinata a diventare DC Comics quando la storia del supereroe dal mantello rosso era ancora agli inizi. Negli anni successivi Superman è diventato uno dei personaggi più famosi della storia dell’intrattenimento, mentre i suoi creatori hanno dovuto lottare a lungo per ottenere maggiore riconoscimento per il loro lavoro. Una vicenda simile a quella che ha avuto per protagonista Lee, la cui matita aveva tracciato i profili di alcuni degli eroi che sarebbero diventati tra i più redditizi della storia, senza però garantirgli una quota proporzionata al valore economico che quei personaggi avrebbero raggiunto.