Leo Gullotta accusa: “Escluso da un premio, sospetto sia intervenuta una manina destra”
Leo Gullotta, 80 anni, sarebbe stato contattato dalla Fondazione Taormina Arte per ritirare un premio, ma solo qualche giorno più tardi sarebbe stato informato che il suo nome non figurava nella lista dei personaggi che avrebbero ricevuto quel riconoscimento. L'attore nutre la convinzione che il suo nome sia stato rimosso da una "manina destra". Dunque, vede l'ombra di una sorta di ripicca contro le sue convinzioni politiche. Dalla Fondazione emerge un'altra versione dei fatti, mentre la vicenda potrebbe approdare in Parlamento. Il caso di Gullotta, infatti, ha acceso il dibattito e si presta a una doverosa analisi: quanto la politica può influenzare l'esito di eventi di stampo culturale? La ricostruzione di Fanpage.it su quanto accaduto nelle ultime ore.
La versione di Leo Gullotta
Leo Gullotta ha raccontato all'Ansa di avere ricevuto una chiamata da parte della direttrice artistica Simona Celi. L'attore, che vanta sessantacinque anni di carriera, sostiene che Celi gli abbia chiesto la disponibilità a ritirare il premio durante l'evento che celebra 50 anni di festival di teatro a Taormina. Lui non solo aveva acconsentito, ma si era detto felice di questo riconoscimento. Pochi giorni dopo, tuttavia, è cambiato tutto. La direttrice lo ha richiamato e gli ha detto che il suo nome non risultava tra i premiati. Secondo quanto sostiene l'attore, sarebbe apparsa dispiaciuta e un po' arrabbiata. Celi non avrebbe comunicato all'attore chi ha deciso di non farlo rientrare tra i premiati, ma Gullotta nutre un dubbio: "La nota dei premiati è della Regione. E il mio sospetto è che sia stata una manina ‘destra' a cassare il mio nome". L'attore si ritiene offeso perché ha la sensazione che la sua stessa terra gli abbia voltato le spalle e non abbia portato rispetto alla sua carriera e all'amore che nutre per le sue origini: "Sono stato schiaffeggiato due volte, ma adesso tira molto l'amichettismo".
La Fondazione racconta una storia diversa
Simona Celi, chiamata in causa in questa vicenda, ha dato la sua versione dei fatti. La direttrice artistica della Fondazione ha spiegato che nel momento in cui si lavora all'evento, vengono contattati numerosi artisti per raccogliere la loro disponibilità a partecipare. Si parla addirittura di un centinaio di nomi. E Leo Gullotta sarebbe stato tra questi. Poi, però, si arriva a una lista di soli dodici artisti, che sono quelli che concretamente verranno premiati e dunque presenzieranno all'evento.
Perché Gullotta è convinto che sia intervenuta una "manina destra"
Ma veniamo alla frecciatina lanciata da Leo Gullotta. L'attore sostiene che il dubbio dell'intervento di una mano "destra" per depennare il suo nome, sia sorto dopo avere appurato che la nota dei premiati veniva diffusa dalla Regione, che è attualmente guidata da Renato Schifani, Forza Italia. Probabile, dunque, che la frecciatina fosse rivolta proprio a lui. Leo Gullotta non si è mai tirato indietro quando si è trattato di esporre le sue idee politiche. In passato, ad esempio, ha spesso criticato il governo Meloni. Non apprezza la Presidente del Consiglio perché ritiene che sia "furba" e "attorniata da fascisti". Intanto, il caso dell'esclusione dell'attore dal premio sta facendo rumore.