Federica Rosatelli: “Espulsa dal GF9 quando morì Eluana Englaro e Mentana se ne andò. Ora rifarei un reality”
La notorietà, il clamore e la bufera mediatica, il desiderio di sparire e il recente dietrofront, perché alla fine se il mondo continua ad evocarti magari è più conveniente sfruttare il vento a favore. C’è tutto questo nella vita di Federica Rosatelli, una dei mille concorrenti che si sono avvicendati nelle svariate edizioni del “Grande Fratello”, ma capace di rimanere impressa nella memoria di tutti gli spettatori. E non solo per la squalifica che la colpì nel febbraio del 2009. “Di quell’edizione fui la trionfatrice morale – dichiara con convinzione a Fanpage.it – se non mi avessero cacciata avrei proprio vinto”.
Espulsa dal reality nella sera in cui morì Eluana Englaro, con la puntata mandata regolarmente in onda tanto da scatenare l’ira e il divorzio di Enrico Mentana da Mediaset (“quello su di me fu un attacco fuori bersaglio”), Federica oggi lavora nella moda e non disdegnerebbe un rientro in pista: “Se mi ricercassero direi di sì, vi farei questo regalo!”.
Classe 1978 e originaria di Velletri, si trasferì a tre mesi di vita a Roma, dove frequentò la scuola. “Fui bocciata sei volte. Non perché non fossi capace, semplicemente le regole mi stavano strette. Il mio percorso non è mai stato lineare. Passai dal liceo artistico al linguistico, per approdare per qualche mese dalle suore, in istituti privati blasonati e in altri ancora. Il mio limite è sempre stato la condotta, non i voti. In pratica avevano rinunciato a capirmi. Alla fine mi diplomai e partii per Londra per studiare alla Central Saint Martins, una delle università di moda più prestigiose al mondo”.
I primi approcci col mondo dello spettacolo cominciarono una volta rientrata nella Capitale: “Volevo diventare una valletta. Mio padre cercò di convincersi che aspirassi a qualcosa di più nobile, tipo teatro, recitazione o regia. Mi suggerì il Dams, io però fui chiara: ‘Papà, hai presente le ragazze che entrano in costume da bagno, non dicono una parola, consegnano le buste e se ne vanno? Ecco, io voglio fare quello’. Iniziai come modella e proseguii con le pubblicità e i concorsi di bellezza. Ma avevo un impedimento”.
Quale?
I capelli. Li avevo cortissimi e di color biondo platino. Un’immagine molto forte, poco adatta alla classica modella ‘pulita’ che si può trasformare a seconda delle esigenze. Non era semplice ingaggiarmi e tutti mi consigliarono un look più commerciale. Io però non ero disposta a cambiare. Ero quella e mi andavo bene.
Nel 2002 partecipasti a “Veline”.
Prima c’era stato ‘Satyricon’ con Daniele Luttazzi. Presi parte ad alcuni ingressi comici, tipo quello in cui entravo in costume da bagno e gli rivelavo di essermi rasata in una zona speciale, ma poi mi voltavo e avevo parte della schiena piena di peli posticci!
Che tipo era Luttazzi?
Mi scelse non temendo la mia figura dirompente. Non ho ricordi nitidissimi di lui, ma era come te lo immagini, con un umorismo pungente pure dietro le quinte. Una persona molto professionale.
Dicevamo “Veline”.
Avevo conosciuto la stupenda Gianna Tani in vari provini. Il mio desiderio sarebbe stato entrare a ‘Passaparola’, peccato che per diventare ‘letterina’ l’altezza massima era 1 metro e 75. Io toccavo l’1 e 79. Allora mi invitarono a fare le selezioni per il ruolo di ‘letterona’. C’erano infatti due ‘cavallone’ che comparivano in qualche stacchetto. Dopo tanti incontri fui scelta, ma il programma decise all’ultimo di tagliare quella figura. Gianna mi consolò, rimanemmo in contatto e in occasione delle selezioni per ‘Veline’ mi presero. Andai in puntata con Mammucari convinta che mi sarei aggiudicata la serata, così non fu e ci rimasi male. Fu Gianna a consolarmi ancora una volta.
Da quell’esperienza al “Gf” passarono sette anni.
Lavorai come responsabile del privé all’Art Cafè, il locale più in voga di Roma Nord di quegli anni. Selezionavo la clientela all’ingresso. Poi arrivò Londra, con l’amore, la prima convivenza e una nuova fase della mia vita.
Il “Grande Fratello” come si presentò?
Ero appena rientrata in Italia. Mi ero lasciata col mio fidanzato, che era stato il mio punto di riferimento, e mi sentivo completamente destabilizzata. C’è chi dopo una separazione cambia il taglio di capelli. Io, al contrario, optai per qualcosa di più drastico: decisi di partecipare al ‘Grande Fratello’, contro tutto e tutti. Mio padre non era entusiasta, aveva mille timori.
Ti facesti subito notare.
Entrai emozionatissima, senza interpretare alcun personaggio. Ero me stessa. Ero arrivata in quella Casa con un bagaglio di esperienze molto diverso da quello della maggior parte degli altri concorrenti. Avevo cambiato città e scuole, lavorato per anni in discoteca, fatto la modella, iniziato a lavorare nella moda, studiato e vissuto a Londra. Inoltre avevo convissuto, mi ero lasciata e avevo viaggiato tantissimo, Rispetto agli altri avevo vissuto già due vite. Così, vedendoli come degli alieni, mi approcciai con la mia irresistibile prosopopea.
Lo ammetti.
Proponevo degli argomenti di cui parlare, ma a volte avevo di fronte gente che non era mai stata fuori dalla propria città. Andavo in confessionale e mi sfogavo: ‘Sono verdi, di cosa volete che parli?’. Oggi sono più consapevole e ho imparato che non si spara contro un’ambulanza. Sparo solo contro i cattivi. C’era un gap evidente e non avevo ancora imparato a trovare un linguaggio comune con chi aveva fatto un percorso completamente differente. Ora riesco ad entrare in sintonia praticamente con chiunque, senza mai rinunciare a essere me stessa.
Legasti immediatamente con Nicola. A riflettori spenti la relazione proseguì?
Mai più visto, né sentito. Se sei nel Paese delle Meraviglie puoi innamorarti anche del Bianconiglio. Vivi in una bolla e tutto è possibile.
Scoppiò il finimondo per delle tue dichiarazioni sull’omosessualità: “Se il mondo fosse pieno di froci sarebbe una tragedia”.
Fu una polemica enorme, ma la cosa più bella è che, col tempo, sono stata capita proprio dalle persone che qualcuno sosteneva avessi offeso. La comunità Lgbt mi dimostra un amore incredibile e io provo lo stesso amore per loro. È un amore reciproco. Sono cresciuta insieme a loro. Il mio migliore amico è gay fin da quando eravamo bambini e ho vissuto con lui tutta quella scoperta. Poi sono andata a vivere a Londra con il mio fidanzato, che divideva casa con un ragazzo gay. Lavoro nella moda da sempre, sono dunque circondata da persone omosessuali praticamente da tutta la vita. È un mondo che sento mio e in attrazione calamitante reciproca.
Addirittura.
Sì. Sono come un ologramma, prendo corpo quando ho un gay vicino. Altrimenti rimango nell’etere. Se hai un dubbio su una persona e ti domandi se sia gay o no, chiedile se le piace Federica Rosatelli. Se la risposta è ‘sì’ è la prova del nove!
Restano tuttavia quelle dichiarazioni.
Quando dissi che se fossero tutti gay sarebbe una tragedia il senso era esclusivamente biologico, non certo morale. Volevo dire una cosa banale: se esistessero soltanto uomini che stanno con uomini e donne che stanno con donne, non nascerebbero più bambini. Punto. Non era un giudizio sulle persone omosessuali. Era un ragionamento sulla procreazione, espresso anche in maniera infelice. Quello che invece riconosco di aver sbagliato è il linguaggio. In televisione le parole hanno un peso diverso e sceglierei termini più attenti. Nella mia testa non c’era alcuna volontà di offendere, ma ho imparato che le intenzioni non sempre bastano. E ci tengo a ricordare un altro aspetto.
Prego.
In quella polemica un mio passaggio passò quasi inosservato, ovvero quando li ringraziai. Li ringraziai per lo stile, per l’ironia, per la creatività, per il gusto estetico, per la sensibilità. Sono caratteristiche che io amo profondamente. È anche per questo che ci siamo sempre capiti. Io sono una persona un po’ fuori dagli schemi e loro, spesso prima di altri, hanno colto chi sono davvero. Ancora oggi sono proprio tantissimi profili della comunità Lgbt a condividere i miei video, le mie battute e i miei momenti televisivi. Questo per me vale più di qualsiasi polemica.
“Affittano i nani per andare in discoteca”. La Gialappa’s ci campò per mesi.
Pure lì fui presa per matta. Non stavo prendendo in giro le persone con nanismo e non sono mai andata in discoteca con un nano al guinzaglio. Raccontai semplicemente una cosa che mi aveva riferito un amico e che mi era rimasta impressa: mi disse che in alcune feste esclusive, anziché le solite ragazze immagine, venivano ingaggiate persone con nanismo per fare spettacolo e intrattenimento. Vent’anni fa pareva che mi fossi inventata tutto. Oggi, invece, capita di sentire racconti di feste private con performance di ogni tipo. La verità è che io ero e sono sempre troppo avanti. Non ero così fuori dal mondo come sembrava.
Qualcuno si arrabbiò.
Quello che volevo dire era un’altra cosa: se una persona sceglie liberamente di trasformare una propria caratteristica in uno spettacolo o in un lavoro, dov’è il problema? Ognuno valorizza quello che ha. Io dico sempre che se hai dei limoni ci fai una limonata. Non era mia intenzione oltraggiare qualcuno. Mi sono fatta mangiare addosso. Nel 2026 sceglierei parole diverse e riuscirei a farmi capire molto meglio.
Ti cacciarono dopo 29 giorni per aver lanciato un bicchiere ad un altro inquilino.
Il bicchiere lo lanciai da tutt’altra parte, non c’era il rischio, né la volontà di centrare Gianluca. Lui mi offese, mi diede della fallita ferendomi molto e in seguito all’episodio urlò che avrei dovuto dormire in giardino. Nessuno mosse ciglio.
Gli attacchi d’ira e gli improvvisi cambi di umore avevano segnato fino a lì la tua avventura nel programma.
Non ebbi sbalzi d’umore, in parte era esibizionismo innato ed inconscio. Per quel che riguarda il resto, mi portarono ad esplodere. Determinate parole mi toccarono. Senza contare che avevo 31 anni e tutta la Casa contro.
Ti sei più chiarita con Gianluca?
Ci scriviamo su Instagram. Mi piace seguirlo, avrei piacere a rivederlo di persona per riabbracciarlo. Provo dell’affetto e so che è reciproco. È paradossale, ma è così.
“Striscia la notizia” ti consegnò il Tapiro. “È più grave lo schifo e il loro perbenismo”, fu il tuo commento.
Non si lanciano oggetti, fu un errore commesso durante un istante. io ero trasparente, un’anima bianca. Non mi piacciono i finti perbenisti, quelli che giudicano tutti avendo un armadio pieno di scheletri. Li trovo molto piccoli, in quanto poco coraggiosi.
La sera della tua squalifica morì Eluana Englaro e la mancata sospensione di quella puntata provocò il divorzio tra Enrico Mentana e Mediaset.
Me lo raccontarono, fu incredibile quell’accostamento.
Nel suo sfogo, Mentana ti tirò in ballo: “Stasera su Canale 5 il dramma è quello della cacciata di una concorrente dal Grande Fratello”. E il comitato di redazione del Tg5 rincarò la dose: “Mentre Rai 1 stravolgeva il palinsesto su Canale 5 le uniche lacrime che venivano versate erano quelle di Federica. Un’immagine a dir poco imbarazzante”.
Appresi tutto di rimbalzo, ovviamente. Seppi da altri che ero stata menzionata. La critica alla scelta di non interrompere la trasmissione avrei potuto capirla, ma se l’argomentazione poggiava sulle mie lacrime no. Non andavo messa in mezzo. La mancata sospensione della trasmissione davanti ad un fatto così importante per il Paese si legava ad una decisione editoriale sulla quale non avevo alcun ruolo. Quello su di me lo trovai un attacco fuori bersaglio. Definire ‘imbarazzanti’ le lacrime di una ragazza appena squalificata non fu carino. Stavo semplicemente vivendo un momento emotivamente molto forte.
Il “Gf” quella sera totalizzò quasi 8 milioni e il 31,8% di share, con picco di oltre 10 milioni nel blocco a te dedicato.
Quando uscii gli autori mi vennero incontro: ‘Fede, noooo, puntavamo su di te’. Rosicarono quanto me. Si resero conto che si era spento il fuoco d’artificio alla seconda scintilla. In fondo c’è chi entra in un reality per fare il concorrente e chi, senza volerlo, finisce per dare lavoro agli autori.
Virginia Raffaele ti imitò.
Meravigliosa! Una volta mi confidò che inizialmente il pensiero della Gialappa’s era quello di puntare sulla parodia di Cristina Del Basso, una Barbie con le tette fuori misura. Quello si pensava fosse il copione. Poi mi vide e disse: ‘No, voglio fare lei’. E la cosa più bella è che mi aveva capita al volo. Colse perfettamente la mia ironia, il mio modo di parlare, quella mia prosopopea sopra le righe. Mi imitò in maniera geniale. Oltretutto lei è una gnocca fuori misura, oltre che umile e simpatica. Se fossi un uomo non avrei dubbi sul corteggiarla.
Come fu l’impatto col mondo esterno?
Ero abituata ad essere notata e ricordata dalle persone. Ho sempre attirato l’attenzione, quindi il punto non era che all’improvviso avessi tutti gli occhi addosso, bensì come ero uscita dal programma. Se il mondo Lgbt mi ha sempre dimostrato un affetto incredibile, dall’altra parte ricevetti di tutto. Mi urlarono ‘stronza’ mentre guidavo, mi rigarono la macchina. In più avevo i paparazzi alle costole.
E in famiglia?
Con il mio stupendo papà non parlammo mai di questo. Mia madre, dal canto suo, provava dispiacere per i commenti cattivi che ricevevo, ma io ero e sono forte e non mi toccarono particolarmente. Facevo entrare nel mio cuore solo quelli belli.
Riuscisti perlomeno ad incassare qualche soldo?
Sì, ma la mia vita non venne stravolta. Ero abituata a lavorare e a guadagnare bene già da prima. In generale il mio rapporto con i soldi è sempre stato che se guadagno uno spendo almeno 1,5. Mi piace tantissimo offrire ai miei amici.
Improvvisamente scattò il desiderio di essere dimenticata.
Al di là del fatto che uscii dal ‘Grande Fratello’ tra i fischi, c’era un altro motivo. Lavoravo già nella moda, cosa che faccio tutt’ora. Il mondo di cui volevo fare parte all’epoca, vedeva il ‘Gf’ come qualcosa di trash. Nel lusso non era un valore aggiunto. Era piuttosto un’informazione da nascondere. Stupidamente sposavo quella filosofia e cercavo di non far trapelare di aver partecipato al reality. Idem nella vita privata: pensavo che l’uomo che avrei voluto accanto non avrebbe reputato quel dettaglio figo. Così, quasi senza accorgermene, cominciai anch’io ad avere un atteggiamento un po’ snob verso quella parte della mia vita.
Non va scordata la questione reputazionale.
Mi fecero passare per ‘la stronza del Grande Fratello’ e decisi di abbassare il volume. Ahimé capii una cosa, ossia che quella storia continuava a camminare anche senza di me. Quando mi trasferii a Milano feci un colloquio da Valentino. Mi scelsero, ma quando consegnai il documento per preparare il contratto ricevetti una telefonata: ‘Sei Federica del Gf? Allora no, grazie. Cancella tutto’. Pensai a cosa ne sarebbe stato di me, ma per fortuna ho successivamente lavorato per molti marchi di lusso e una roba del genere non mi è più accaduta.
Fu lì che ingaggiasti un avvocato per far scomparire tutto il materiale presente sul web?
Se non avessi lanciato quel bicchiere, sicuramente sarei stata l’opinionista ideale della tv. Ma non andò cosi, un giorno chiamai un legale e gli chiesi, a pagamento, di cancellare tutto ciò che mi riguardasse. Riuscii a far sparire molti filmati, però mi informò che non sarei riuscita a stare dietro a tutto quello che la rete sfornava. Più toglievamo e più rispuntavano.
Come voler svuotare il mare con una bottiglia.
Me ne resi conto. Volevo eliminare tutto e fu proprio in quel frangente che Mediaset mi ricercò un paio di volte per invitarmi in alcuni talk dedicati ai personaggi spariti. Risposi di no.
Ultimamente sembri aver capovolto la strategia.
Più che cambiare strategia, ho cambiato prospettiva. Circa un anno fa mi sono accorta che le mie clip erano ricomparse in molte pagine, trasformate in reel e meme e condivise da personaggi famosi. Ho iniziato a riguardarle dopo tanti anni e, con sorpresa, mi sono detta: ‘Sì, quella lì sono io’. Mi riconosco ancora in quello che affermavo.
Insomma, cavalchi l’onda.
Non direi che cavalco l’onda, diciamo che l’ondata non la prendo più in faccia. La verità è che io avevo scelto di non parlare più del ‘Grande Fratello’, eppure la gente non ha aveva smesso di parlare di me. Come biasimarli! Ho capito che quell’etichetta non me la sarei mai tolta di dosso e ora non ho nemmeno voglia di togliermela. Quando una cosa non la puoi cambiare o allontanare, l’unica scelta intelligente è farci pace. E vale per tutto nella vita.
Attualmente cosa fai?
Faccio quello che ho sempre fatto: lavoro nel magico mondo della moda, nel campo commerciale. Sto nell’azienda Peuterey e rappresento il brand durante le campagne vendita seguendo i buyer, italiani e internazionali, nella selezione e nell’acquisto delle collezioni. Contemporaneamente faccio la consulente di due etichette meritevoli ma al momento non ancora note sul mercato. È un’occupazione che mi impegna sei mesi l’anno, mi sono sempre voluta lasciare uno spazio per sognare. Capita di domandarmi: ‘E se domani mi innamorassi di uno che vive in Australia?’. Devo essere libera di prendere una valigia e partire. Non succede, ma metti caso succedesse il tempo ce l’avrei. Nel frattempo, comunque, sto creando anche una roba super.
Spara.
Un libro. Ho buttato giù quattro capitoli. Quest’anno mi sono rotta un piede e sono stata costretta a stare ferma. Dato che tutti mi ripetono che ho aneddoti per ogni cosa, volevo scriverne qualcuno. Il titolo non mi veniva, poi l’ho trovato: ’Troppa’. Perché nella mia vita sono sempre stata troppo. Troppo diretta, troppo ironica, troppo sincera, troppo esagerata. Tanto vale metterlo direttamente in copertina. Dopo l’estate lo finirò.
Se la tv ti ricercasse, risponderesti ‘presente’?
Direi di sì, vi farei questo regalo! (ride, ndr). Come ti dicevo, il tempo ce l’ho. Se sono bastate tre perle diciassette anni fa per far parlare di me ancora adesso, sarebbe un peccato tenermene altre per me.
Il passato non torna mai identico. Non corri il rischio di imbatterti in un mondo che non è più quello del 2009?
Il pubblico è cambiato e sono cambiata io. Se a quei tempi ero vent’anni avanti, lo sono anche ora. Quindi sono nel 2046. Sono io che mi domando se gli altri sarebbero pronti a me. Mi piacerebbe rifare un reality, a patto che dia spazio alle personalità. Nei giochi fisici, ad esempio, sono una frana.