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Lee Sun-kyun è morto suicida in auto: l’attore di Parasite rischiava il carcere per uso di droghe

Lee Sun-kyun, attore di Parasite, è morto suicida. Il Corriere fa luce su quanto accaduto a due giorni dalla scomparsa: accusato di aver fatto uso di droghe, l’attore sudcoreano è morto “asfissiato dal carbone che lui stesso ha incendiato nell’abitacolo della sua macchina”.
A cura di Gaia Martino
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Lee Sun-kyun, l'attore sudcoreano noto al grande pubblico per il suo ruolo nel film Parasite, premio Oscar nel 2020, è morto suicida a 48 anni. Il Corriere questa mattina, a due giorni dall'annuncio della morte, fa luce su quanto accaduto. Il corpo dell'attore è stato trovato senza vita nella sua auto "asfissiato dal carbone che lui stesso ha incendiato nell’abitacolo della sua macchina". Era accusato di aver fatto uso di droghe.

Il suicidio di Lee Sun-kyun accusato di aver fatto uso di droghe

Lee Sun-kyun da ottobre era finito sotto accusa per aver fatto uso di sostanze stupefacenti. L'ultimo interrogatorio, scrive Il Corriere, risale allo scorso 23 dicembre 2023: l'attore sudcoreano fu sottoposto alla macchina della verità per far luce sulle droghe di cui aveva fatto uso e per scoprire se aveva mentito sull'aver fumato marijuana e provato ketamina per trovare pace dall'insonnia. Rischiava cinque anni di carcere, era stato fatto fuori dalla serie No Way Out che non lo voleva più nel cast, ed era stato preso di mira dai suoi fan: "Il suo pubblico non gli perdonava di essere accusato di aver infranto la legge". La mattina dello scorso mercoledì 27 dicembre Lee Sun-kyun ha così scritto un messaggio d'addio alla moglie, si legge, prima di lasciare casa con una sorta di mattone di carbone sintetico, yeontan in coreano, usato per alimentare le caldaie al posto del legno e del carbone naturale. È stata la moglie a lanciare l'allarme della sua scomparsa. Da lì a poco è stato trovato il corpo in un parcheggio non distante da casa: l'attore è morto asfissiato dal carbone che lui stesso ha incendiato nell’abitacolo della sua auto.

L'accusa mossa da una hostess

L'accusa contro Lee Sun-kyun era partita da una hostess, si legge, che avrebbe denunciato l'attore per aver fatto uso di marijuana e ketamina a casa sua. Secondo quanto denunciato da Lee alla polizia, durante gli interrogatori, la donna lo aveva ricattato chiedendo soldi in cambio del suo silenzio. Lui le avrebbe pagato una cifra che si aggirerebbe intorno ai 250 mila dollari, prima di essere incastrato ugualmente. La donna avrebbe rivelato alla polizia di averlo incontrato in un bar del distretto di Gangnam, locale già preso di mira dagli agenti proprio per il presunto traffico di erba. Dopo lo scandalo l'attore era stato preso di mira dai fan e dal pubblico del grande schermo sudcoreano e provò a scusarsi dichiarando le sue ultime parole in pubblico: "Prima di tutto, chiedo sinceramente scusa per il gran dispiacere che ho causato alle persone che ho coinvolto in un incidente così spiacevole. Mi inchino e chiedo scusa a tutti coloro che hanno creduto in me e che mi hanno supportato".

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