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La vendetta di Pucci dopo Sanremo: “Torno all’Arena di Milano con 12mila persone. La gente vuole ridere”

Dopo il caos di Sanremo, Andrea Pucci riappare su Instagram circondato da cartelloni fitti di testo: il 31 ottobre all’Unipol Dome di Milano Santa Giulia con il nuovo show. “La gente vuole ridere, mollami che devo preparare lo spettacolo nuovo”.
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La risposta di Andrea Pucci alle settimane più turbolente della sua carriera non è una dichiarazione, non è un'intervista, non è una presa di posizione politica. È un video su Instagram in cui appare circondato da cartelloni fitti di testo, presumibilmente il canovaccio del suo nuovo show, con l'agente che gli chiede smarrito: "Ma Andrea, cosa stai facendo?" E lui: "Ma come che sto facendo? Il 31 ottobre è dopodomani, questo è lo spettacolo nuovo, bisogna imparare tutto." 

A otto mesi di distanza dalla data fatidica, lo spettacolo ha un titolo che è tutto un programma: "Dove eravamo rimasti…?", citando le fatidiche parole di Enzo Tortora. Dopo la rinuncia a Sanremo 2026 tra polemiche politiche, interrogazioni parlamentari del PD alla Vigilanza Rai, la perdita di una collaborazione commerciale e il video virale in cui si schierava con Fabrizio Corona, Pucci torna con un titolo che è insieme una domanda retorica, un gancio narrativo e una dichiarazione di esistenza in vita.

L'arena olimpica come palcoscenico

La data scelta non è casuale — Halloween, la sera in cui tutti vogliono essere qualcuno d'altro — e nemmeno la location. L'Unipol Dome di Milano Santa Giulia è la struttura costruita per l'hockey su ghiaccio alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, con una capacità di 14.000 posti. Andrea Pucci ne cita 12mila nel video, con quella vaghezza da one-man-show che non ha bisogno di precisioni burocratiche per farsi capire: "31 ottobre all'Arena di Milano, la Santa Giulia dove hanno fatto le Olimpiadi, 12mila persone."

"La gente vuole ridere"

La chiosa del video è la più politica di tutte, e Pucci probabilmente lo sa: "La gente vuole ridere, vuole ridere due ore. Dai, mollami, 31 ottobre, vi aspetto." Nessun riferimento a Sanremo, nessuna polemica riletta, nessun conto da regolare pubblicamente. Solo il dato grezzo: il pubblico esiste, il pubblico vuole qualcosa, e lui è lì a darglielo. È la strategia di chi i teatri li ha sempre riempiti — come ricordava Luca Bizzarri difendendolo nel pieno del polverone — e sa che il banco del palcoscenico dal vivo è l'unico dove le polemiche social non arrivano a fare arbitri. Il caso Sanremo, per Pucci, è già storia. La domanda ora è solo una: dove eravamo rimasti?

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