La fedeltà di Veronica Ferraro verso Chiara Ferragni: “Trattata come Satana, per lei un trauma sproporzionato”

Nel mondo volatile degli influencer, dove i legami si stringono e si recidono a seconda dei flussi reputazionali, l'intervista rilasciata al Corriere della Sera da Veronica Ferraro offre una rara lezione di lealtà. L'imprenditrice digitale ha ripercorso gli esordi con l'amica di una vita, difendendola a spada tratta anche dopo la vicenda del Pandoro Gate, che si è conclusa con il proscioglimento dell'imprenditrice: "Le è crollato il mondo addosso, ma non è mai cambiata". Dalla pensione a Pietra Ligure fino alle gogne social, la storia di un'amicizia nata offline che ha resistito perfino alla caduta dell'idolo Ferragni.
"Dipinta come Satana": la difesa di Veronica Ferraro a Chiara Ferragni
La vicinanza tra le due donne affonda le radici in un'epoca antecedente al loro rispettivo successo, quando le due muovevano i primi passi su piattaforme ormai storiche come Flickr prima di approdare ai rispettivi blog, The Blonde Salad e The Fashion Fruit. Analizzando il caso giudiziario e mediatico del Pandoro Gate, che ha investito Ferragni negli ultimi anni, ha mosso una critica alla violenza con cui l'opinione pubblica ha azzerato l'immagine della collega e amica. "Non mi sarei mai aspettata quello che è successo. Le è crollato tutto il mondo addosso nello stesso momento. È stata dipinta come Satana", ha detto, per poi citare episodi limite di rabbia collettiva come l'organizzazione del rogo di un'effigie dell'influencer durante una festa paesana.

Un accanimento che, secondo Ferraro, ha finito per travalicare qualsiasi criterio di proporzionalità rispetto ai fatti. A sostegno della solidarietà dimostrata nel privato, ha poi ricordato un episodio intimo vissuto a Rapallo nel periodo più complesso per la collega: "Una mattina lei scoppiò in lacrime. Aprimmo la finestra sul mare: tra le nuvole spuntò un raggio di sole. La abbracciai e le dissi: ‘Vedrai che prima o poi lo vedrai anche tu'". Un momento di conforto che la stessa Ferragni volle rievocare pubblicamente tempo dopo, in occasione del matrimonio con il produttore Davide Simonetta.
Dalla pensione a Pietra Ligure al successo: la parabola della loro amicizia
L'analisi di Veronica Ferraro non si limita alla difesa emotiva, ma rivendica il valore storico del percorso professionale dell'amica, definita a tutti gli effetti una "pioniera" capace di codificare da zero un nuovo settore lavorativo "senza scorciatoie né agganci". Un successo parallelo a quello della stessa Ferraro, la cui carriera è passata attraverso tappe decisamente lontane dal patinato mondo attuale: gli studi al liceo Berchet, la facoltà di Lettere lasciata a tre esami dalla laurea, il lavoro come commessa in una catena di abbigliamento e le stagioni estive da cameriera in una pensione per anziani a Pietra Ligure. È proprio questa radice comune e pragmatica, secondo il parere di chi scrive, ad aver preservato il loro rapporto dalle distorsioni della notorietà. In un ecosistema mediatico in cui spesso le figure pubbliche vengono isolate al primo segnale di crisi, la posizione di Veronica Ferraro rivendica il valore di una lealtà al riparo dalle logiche di convenienza.