José Sebastiani, le critiche dopo il ritiro con l’Udinese e la scelta di non rispondere
Una foto in tuta bianconera, il prato dei campi d'allenamento alle spalle, una riga di ringraziamento. È così che José Sebastiani ha archiviato la prima esperienza della sua vita con una prima squadra di Serie A, l'Udinese: "Grato e felice per questa bellissima esperienza con la Prima Squadra". Sotto il post, insieme ai complimenti, è comparso il repertorio che il ragazzo si porta dietro da quando aveva quindici anni. Raccomandato. Spinto dal cognome. Uno che senza il padre non sarebbe mai finito in ritiro.
Il figlio di Amadeus e Giovanna Civitillo ha diciassette anni, è un portiere classe 2009 e nel giro di quarantotto ore è diventato l'ennesimo caso social dell'estate. Con una differenza rispetto a tanti altri: lui, agli attacchi, ha già imparato a non rispondere.
Cosa è successo davvero nel ritiro dell'Udinese
I fatti, prima delle opinioni. Per la preparazione estiva in Austria l'allenatore Kosta Runjaic ha portato con sé cinque portieri: Okoye, Padelli, Piana, Pirih e Sebastiani. Una scelta ordinaria per chiunque conosca la logistica di un ritiro, dove le sedute richiedono numeri e i pali vanno riempiti anche quando il gruppo si spacca in due campi. Chiuso il lavoro a Lienz, la squadra è rientrata a Udine e il diciassettenne è tornato dove stava prima, cioè in Primavera, in attesa di capire se e quando arriverà un'altra chiamata.
Nessun contratto da titolare, nessuna promozione. Due settimane di allenamenti accanto a giocatori di Serie A: per un 2009 che difende la porta di una formazione giovanile è un passaggio che vale una riga sul curriculum e molte ore di lavoro in più.
L'accusa di raccomandazione e quello che dice il percorso
Le critiche raccolte sotto il post battono tutte sullo stesso tasto: il cognome avrebbe accorciato la strada. C'è chi scrive che il ragazzo "ha avuto le porte spalancate" e chi liquida la convocazione come pubblicità a un raccomandato destinato a non arrivare da nessuna parte.
Il percorso, però, si legge anche senza dietrologia. Nell'estate del 2024 Sebastiani lascia il settore giovanile dell'Inter – club per cui il padre tifa da sempre, tanto da avergli scelto il nome in omaggio a José Mourinho – e si trasferisce all'Udinese, dove viene inserito nell'Under 16. Due stagioni di gavetta, poi il salto in Primavera. Nessuna accelerazione sospetta, nessun esordio anticipato, nessuna maglia regalata in prima squadra.
Resta un punto che i critici toccano senza volerlo: il cognome, in questa storia, non ha aperto porte ma riflettori. Un altro portiere della Primavera bianconera convocato per il ritiro non sarebbe finito sui siti nazionali. Lui sì, con tanto di sezione commenti annessa. La popolarità è un moltiplicatore che funziona in entrambe le direzioni e questa volta ha lavorato contro.
Gli sfottò dopo Sanremo e la strategia scelta a quindici anni
Chi segue José da tempo sa che non è la prima volta. Nel 2024, in un'intervista a Vanity Fair, il ragazzo aveva raccontato il rovescio della notorietà arrivata durante il quinquennio sanremese del padre: dopo il Festival era diventato bersaglio di prese in giro pesanti, al punto da dover elaborare un metodo di difesa. Da piccolo ne parlava con la madre. Poi ha cambiato approccio: "cambio strada, non rispondo e non reagisco agli attacchi", spiegava allora, aggiungendo che il sistema funziona.
Aveva quindici anni quando ha messo a fuoco quella regola. Ne ha diciassette adesso, e la regola sembra ancora in vigore: dal post di ringraziamento in poi, sul suo profilo non è comparsa una sola replica agli haters.
Il precedente di luglio: il caso del singolo e la smentita
C'è un secondo episodio che aiuta a capire come il ragazzo gestisce il rumore. A luglio l'annuncio dell'uscita di Vengo dal Sud, brano firmato con il rapper emf e prodotto da un beatmaker emergente, ha innescato una catena di illazioni: un commento ironico su un possibile approdo a Sanremo Giovani sotto la direzione artistica di Stefano De Martino è stato ripreso come se fosse una notizia, e in poche ore il figlio di Amadeus era già dato in gara all'Ariston.
Amadeus ha bollato la ricostruzione come una fake news. José, invece di alimentare la polemica, ha corretto il presupposto: Smog di Milano e Vengo dal Sud "non sono cantate da me, ma interpretate da giovani cantanti", ha precisato, spiegando di limitarsi a scrivere i testi nel tempo libero, quando il calcio glielo consente, e di volerlo continuare a fare: "continuerò a coltivare le mie passioni".
Perché una convocazione diventa un caso nazionale
Resta la domanda che questa vicenda consegna a chi la osserva: quanto pesa, su un diciassettenne, il fatto che ogni suo passo ordinario venga trattato come una notizia da discutere? Un ritiro estivo da portiere aggregato è routine per centinaia di ragazzi in Italia. Per lui è diventato materiale da agenzia, con annesso processo sommario sulla legittimità della sua presenza.
Il verdetto vero, però, non passa dai commenti. Passa dalla stagione che sta per iniziare in Primavera, dai minuti che riuscirà a giocare, dagli errori che farà e da come li correggerà. È l'unico campo in cui il cognome non conta e in cui, per una volta, non c'è nessuno a rispondergli.